Attenzione
Ma il sindaco avverte lAsl: «I tempi di attesa per gli esami sono inaccettabili»
«L'ospedale non sarà toccato»
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Lingresso del pronto soccorso Scaramuccia parla di tagli. Benedetti: servizi garantiti
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CECINA. I tagli da 350 milioni annunciati dalla Scaramuccia? Non significa che c'è un disegno di chiusura del nostro ospedale. Affatto. «L'assessore regionale lo ha già detto pubblicamente, a proposto dell'ospedale di Cecina», afferma Stefano Benedetti. Eppure il sindaco di Cecina, sebbene si senta al riparo dal rischio sforbiciata per i nostri servizi sanitari, qualche preoccupazione ce l'ha. Perché da più parti arrivano segnalazioni di tempi d'attesa lunghissimi per esami e prestazioni. «Non è possibile - ammette il sindaco - avere liste d'attesa soprattutto per la cardiologia e la radiodiagnostica con tempi difficilmente sopportabili. Questo è un problema che va affrontato». Così come vanno discussi certi cattivi funzionamenti di alcuni laboratori. E Benedetti pensa alla diabetologia, ma anche al cosiddetto «filtro cardiologico» o alla stessa riorganizzazione del laboratorio di analisi. Ecco perché, dopo l'avvio della sanità per intensità di cure, «c'è bisogno, al di là di un continuo monitoraggio dei servizi - spiega il sindaco - di una verifica più attenta su cosa ha funzionato e cosa no». Ma il sindaco pensa anche al percorso del paziente, dal territorio all'ospedale e viceversa. «E' quantomai indispensabile - dice Benedetti - che si introduca la figura del tutor, che possa accompagnare il malato prendendosene cura nel suo percorso assistenziale». Sul piatto della bilancia, a fronte dell'apertura di letti di sub intensiva, di 4 posti di hospice, dei moduli di riabilitazione, del nuovo pronto soccorso, della nuova risonanza e della quarta sala operatoria (arrivati gli arredi) ci sono una serie di tangibili difficoltà e problemi più o meno seri. La scomparsa dell'Utic in una più ampia unità di cura intensiva è stata oggetto di polemiche e lamentele, non solo da parte dei pazienti ma anche di alcuni addetti ai lavori. Soprattutto - e lo hanno denunciato anche gli Amici del Cuore - è venuto a mancare un monitoraggio (strumentale) per quei pazienti che lasciano l'alta intensità e che accusano di trovarsi di fronte ad una «cardiologia spezzatino». Il polo radiologico è ben lontano dal decollare, sebbene sia attiva la nuova risonanza. Certe liste d'attesa restano di mesi e mesi, la Tac deve essere acquistata, sul personale grava la scure dei bilanci e delle risorse. Il nuovo pronto soccorso, d'estate, lavora con pochi infermieri - almeno secondo quello che denuncia il sindacato Fials - con personale che arriva «di supporto», a chiamata da altri reparti. Benedetti fa notare che tutti i cambiamenti necessitano di un periodo di assestamento. «Voglio ricordare che quando nacque questo ospedale aveva 300 posti letto. Fino a 5-6 anni fa si criticava il fatto che circa per la metà era vuoto. Oggi non abbiamo più spazio disponibile perché tutto è sfruttato per le attività». Eppure la Regione pressa nel dire che mancheranno 350 milioni. E in provincia, nel giro di 50 chilometri, ci sono 3 ospedali. «Si parla di razionalizzazione, di ospedali in rete. Non di servizi che spariscono», conclude il sindaco. Che però, di più, non si sbilancia in attesa di vedere quanto si scriverà da Firenze nel nuovo piano socio-sanitario in allestimento. A.R.
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