Il Tirreno

Sipario sul festival: tanta gente anche per Giacobbo, il giornalista dei misteri

Il Parco d'Autori fa centro

A sinistra Roberto Giacobbo A destra l’incontro su Armando Picchi con la nipote Paola e Pierluigi Arcidiacono
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A sinistra Roberto Giacobbo A destra l’incontro su Armando Picchi con la nipote Paola e Pierluigi Arcidiacono

Chiusura dedicata alla celebrazione di Armando Picchi

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 CECINA. Gran finale al Parco di Autori di Villa Guerrazzi. Una domenica iniziata nel pomeriggio con la presentazione del libro dedicato al grande campione di tuttii tempi Armando Picchi, con l'intervento dell'autore Pierluigi Arcidiacono, la nipote Paola Picchi, ha moderato la giornalista Maria Antonietta Schiavina. Un ricordo commosso quello reso all'intramontabile capitano interista con una riflessione aperta e appassionata sul calcio di un tempo e sui suoi protagonisti in rapporto al cambiamento subito oggi con tutti gli scandali e le indagini in corso.  «Non esistono più giocatori come un tempo era Picchi - ha dichiarato Arcidiacono - uomo gentile e uomo buono come in molti lo definiscono ancora... E il fatto più bello è proprio che la celebrità di allora abbracciava tutto il mondo e lui è stato eccezionale a non perdere la testa». «Dopo quarant'anni - ha concluso Paola Picchi - se siete qui vuol dire che portate lo zio ancora nel cuore». Poi è stata la volta di Paolo Bergamo, ex arbitro internazionale e designatore coinvolto nell'inchiesta di Calciopoli. A. «Oggi la categoria non è più all'altezza del campionato - ha dichiarato - suggerirei di selezionare giocatori anche in serie A. Serve conoscere il calcio, mostrare autorevolezza in campo, equilibrio e la forza di affrontare anche le società ostili. Ma la mia idea non è condivisa e si continuano a perseguire vecchie metodologie». Infine uditorio palpitante e gremito per accogliere il grande oratore di mistero e curiosità, Roberto Giacobbo intervistato dalla giornalista Elena Torre. Direttamente da Voyager il noto conduttore ha incantato il pubblico con le sue mistificatorie teorie, adducendo possibilità, concretezze o pure domande ai misteri irrisolti del genere umano.  «Chi dice che non esiste ha le stesse probabilità di chi dice che esiste - ha esordito. Non si può dire che una cosa non esiste perchè non si può misurare. Perchè allora trattasi di scienza pura e la rispetto. Ma non è verità assoluta. Per esempio un enigma che mi pongo da tempo è: siamo stati i primi ad abitare il pianeta? Non c'è niente di chiaro - ha concluso - non accetto bugie da chi sogna troppo e da chi crede di sapere e ancora non sa».

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