Asa respinge le accuse: «Il depuratore ha funzionato». Le cause? «Materiale rimasto sul fondo dopo le piogge»
Fosso Nuovo, vietata la balneazione
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Il Fosso Nuovo che sbocca in mare Ordinanza del sindaco dopo lo sversamento di liquami: «Misura cautelativa»
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CECINA. Asa spiega che il depuratore non c'entra nulla. E si difende. Il Comune dice che è tutto ok, ma dirama un'ordinanza in cui si vieta la balneazione nel tratto di mare dove sfocia il Fosso Nuovo. Il sindaco Benedetti spiega che è un «provvedimento preso in via cautelativa». Perché dai sopralluoghi fatti ieri dai tecnici di Comune ed Asa non è emerso niente di irregolare. Eppure l'onda nera c'è stata, il puzzo pure, e le proteste anche. A raffica. Dai bagnanti per arrivare a Medicina Democratica, un coro d'indignazione per la «marea nera» che è finita in mare. «Il provvedimento di divieto di balneazione - spiega il Comune di Cecina - fa seguito alla nota, pervenuta in Comune ieri da parte della Forestale, con la quale si informava che nella tarda serata di sabato era stato riscontrato un innalzamento del livello idrico del Fosso Nuovo da parte di una sostanza scura e maleodorante che andava a defluire in mare. Nonostante ulteriore comunicazione da parte di Asa, con cui si precisa che il depuratore di Cecina ha funzionato e funziona con regolarità e che non sono pervenute alla centrale di controllo alcuna segnalazione di avaria nell'impianto e nonostante che i successivi sopralluoghi da parte di Asa e dei tecnici comunali non abbiano riscontrato, in apparenza, niente di rilevante». Cosa è successo, allora? Asa prova a dare una spiegazione. «Il depuratore di Cecina e quello di Rosignano - scrive l'azienda - confluiscono le loro acque depurate all'impianto di post-trattamento Aretusa, presso Solvay. Aretusa può produrre, soprattutto nel periodo estivo - per le presenze turistiche - sino a 480 m²/ora. Nelle ultime due settimane, Solvay ha ritirato 350 m²/ora. Il sistema ha dovuto quindi scaricare circa 200 m²/ora. Il surplus di produzione di acqua depurata e disinfettata secondo norma viene scaricato dal depuratore di Cecina, prima di inviarlo ovviamente a Rosignano, in un sistema di raccolta che confluisce nel Fosso Nuovo. Il sistema idraulico e tutte le componenti impiantistiche dei tre depuratori sono collegati al telecontrollo Asa, attivo 24 ore su 24. Dai dati registrati nel pomeriggio di sabato emerge che oltre il 50% dell'acqua depurata non è stata ritirata da Aretusa. Tutto questo è avvenuto sabato, ma avviene normalmente quando si verificano queste condizioni, nel rispetto delle autorizzazioni in essere». E ancora: «Il depuratore di Cecina sta funzionando regolarmente e sabato nessun sistema di allarme si è attivato presso il telecontrollo né sono stati rilevati problemi dal personale, come nessuna telefonata è arrivata al centralino di emergenze di Asa. Quanto si dichiara sia stato rilevato nel Fosso può essere dovuto a materiale che è rimasto sul fondo, a seguito delle piogge di mercoledì e giovedì scorsi. Questo materiale era presente in quanto il sistema di fognatura di Cecina è misto e, in caso di pioggia, trasporta anche parti di fognatura nera. L'effetto dilavante delle acque pulite in uscita dal depuratore può avere determinato l'intorbidamento osservato». Asa polemizza poi con Medicina Democratica che «ha allertato carabinieri e guardia forestale ma nessuna allerta è stata fatta al sospettato inquinatore. In questo caso, Asa non sarebbe dovuta intervenire su nulla in quanto tutto funzionava regolarmente. Ma, se fosse stato necessario un intervento e se i sistemi di telecontrollo non avessero funzionato, il problema sarebbe proseguito senza soluzione. Infatti sia Asa sia il sindaco ne sono venuti a conoscenza tramite il giornale del lunedì successivo». Analogo problema - fa presentye Asa - si è presentato alle Badie a Castellina relativamente allo scarico del locale depuratore, anch'esso pienamente funzionante. Ed avverte che, per segnalare guasti, è attivo il numero verde 800.139.139.
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