Il Tirreno

LETTERA AI SINDACI

Luisa Fonzo (Pdl Castagneto)

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LETTERA AI SINDACI Ma quando vi metterete dalla parte dei cittadini?  Cari signori sindaci, da cittadino privato quale sono, senza nessuna pretesa politica o di partito, vi chiedo: vi rendete conto del tipo di condotta che state assumendo riguardo all'ospedale di Cecina? Non so se avete venduto l'anima al partito o al diavolo, perché ho la netta impressione che pensiate esclusivamente secondo le direttive del partito, alleato con la direzione di Monterotondo, senza troppo pesare invece le necessità dei cittadini da cui siete stati eletti. Così il bene del nostro ospedale, centro di assistenza e cura rimane in seconda linea, mentre viene scardinato e impoverito di personale e cure. Basti pensare alla eliminazione dell'Utic, al dimezzamento del laboratorio analisi, della pediatria aggregata ai nuovi livelli detti "intensità di cure" mentre non doveva e non poteva essere. Le liste d'attesa scandalose in cui voi mai vi ci trovate e neppure i responsabili. Gli anziani quanto, come e quando sono in cima ai vostri pensieri per alleviarne le difficoltà nei momenti di malattia e cura? A loro è dovuto rispetto, attenzione e cura quanto ai bambini e invece si ritrovano sempre in ultima fila. Molti rinunziano a curarsi perché 70, 80,90 o più km significano quasi una fucilata. La Asl non ha il coraggio di risposte chiare ed esaurienti: quanto spende e come? Qual è il bilancio annuale? Perché non pubblica ogni capitolo di spesa? Tutti voi amministratori, alla fine, siete nostri impiegati perché pagati con il nostro denaro e pertanto vogliamo conoscere le vostre mosse ed indirizzi. Altrettanto si deve dire della Società della salute, di cui non si conosce niente! Eppure anch'essa vive con i nostri soldi. Insomma, carissimi sindaci, quando vi schierate a nostra difesa? Perché non alzate la voce per rendere l'ospedale di Cecina centrale per tutta la zona sud della provincia? Livorno è appena a 15 minuti da Pisa ultra attrezzata e quindi l'ospedale che la Calamai e Cosimi, d'accordo con Rossi, vogliono costruirvi è un'offesa ai bisogni dei cittadini. Tullio Pistacchi (Cecina) FESTA DEMOCRATICA Abbiamo voluto dare risalto ai problemi della gente  Ho letto l'opinione espressa sul Tirreno da Clarisa Giusti, in merito allo svolgimento dell'iniziativa con Enrico Rossi e Andrea Manciulli alla festa del Partito Democratico di Donoratico. Sarebbe semplice - e forse semplicistico - rispondere a Clarisa che, in quanto appartenente alla Sinistra per Castagneto, non è poi così strano che abbia intercettato con facilità le voci contro; sarebbe semplicistico, dicevo, controbattere che io stessa e molti altri compagni e amici del Pd abbiamo invece respirato tutta un'altra atmosfera e raccolto la soddisfazione di tante persone che hanno apprezzato la scelta di mettere al centro della festa e prima dello spazio musicale un momento di approfondimento così importante. Sarebbe però poco utile. Preferisco invece solo sgombrare il campo da tutte le congetture che si leggono nel suo intervento, dando chiara spiegazione dei motivi per cui l'iniziativa si è svolta in modo diverso dalle altre. Il Parco delle Sughere che ospita le feste di partito e delle associazioni di Castagneto è uno spazio invidiabile in quanto a bellezza, ma per la disposizione delle sue strutture non favorisce certo l'ascolto in tutta calma degli interventi di approfondimento che si svolgono nell'ambito delle feste. Non è un caso che lo spazio dibattiti individuato, decentrato rispetto al resto del parco e di piccole dimensioni, pur rappresentando la soluzione migliore rispetto a quelle sperimentate negli anni, sia ugualmente animato da un sottofondo talvolta simpatico, talvolta un po' invadente di numeri della tombola e musiche da ballo liscio che si svolgono in contemporanea. Quest'anno non si può certo dire che le occasioni del genere stiano mancando. Martedì 26 avevamo ospiti il segretario regionale del partito e il presidente della Regione; abbiamo ritenuto di offrire loro e al pubblico presente il palco centrale, senza musica e con la possibilità di arrivare a tutti, anche a coloro che probabilmente non sanno nemmeno dove si trovi l'area dibattiti. Lo abbiamo fatto con un piccolo atto di imperio, in assoluta buona fede, ma con la certezza di mettere la politica al centro della festa (anche fisico), posticipando di un'ora la serata di musica disco, dato che non dovrebbe essere difficile immaginare quale sia il volume e l'impatto di questo genere musicale, serata fissata molto tempo prima della certezza della presenza di Rossi e Manciulli. Si è svolto così un serrato confronto su argomenti importanti ai quali i due ospiti hanno dato un forte livello di approfondimento, passando dalla sanità allo stato sociale, all'etica nella politica, alla necessità di ammodernamento del paese, fino all'autostrada tirrenica, terminando alle 23,15. Il tutto con chiarezza, linguaggio lontano dal politichese e anche nettezza di posizioni. Certo che sugli argomenti trattati avrebbero potuto seguire interventi fino a tarda notte, ma un minimo di rispetto nei confronti di chi doveva svolgere il proprio lavoro (Riccardo Cioni dj) e di coloro che aspettavano di ballare non consentivano tale scelta. Nessuna sottrazione al dialogo e al confronto, nessuna dietrologia, ma la volontà di consentire la massima partecipazione.  Studiamo piuttosto, tutti insieme, soluzioni utili perché quel bellissimo parco divenga anche più funzionale e rispondente alle diverse esigenze. Intanto invito Clarisa e tutti i nostri concittadini a continuare a partecipare ai nostri dibattiti e portare il loro contributo che come sempre accogliamo con attenzione. Sandra Scarpellini (segretario Pd Castagneto) RISPOSTA A TINTI Poco importa le dimissioni ma la capacità di governare  Risposta al sindaco di Castagneto, Fabio Tinti  Il sindaco di Castagneto Carducci Fabio Tinti ha invitato la cittadinanza ad una riunione in cui avrebbe spiegato i motivi del suo "andare avanti" anche dopo il rinvio a giudizio da parte dei giudici. La saletta era quasi piena di tutti i consiglieri ed assessori attuali, di impiegati comunali compiacenti, di qualche ex sindaco, di vecchi compagni di partito e solo qualche cittadino incuriosito. Il sindaco ha voluto questo incontro per spiegare, per l'ennesima volta, le banalità delle accuse che gli sono state mosse ed ha asserito che essendo il suo stato d'animo sereno per la consapevolezza di essere non colpevole ha sollecitato il plauso e la compiacenza dei propri elettori (presenti) per trovare una rinnovata fiducia per andare avanti. In effetti si è assistito ad una melensa serie di interventi tutti volti a gratificare il sindaco e a spingerlo a non dimettersi proprio come da Lui già affermato. Sono state evocate vecchie storie simili in cui "il Partito" pur essendo all'epoca più puritano non chiese le dimissioni dell'eletto, ma per sensibilità personale il sindaco di allora si dimise di sua spontanea volontà, nonostante fosse ben consapevole del suo giusto operato, tanto che, il caso fu poi archiviato. È stato sottolineato che dal 1946, nel nostro comune, tutti i sindaci e le giunte, composte da persone che di volta in volta si sono alternate, hanno sempre operato con onestà e bravura senza mai offuscare quel sacro rigore del partito. Solo due voci fuori dal coro. Si respirava un'atmosfera che comunicava la volontà di un insieme di persone guidate e indirizzate da un ente supremo che da sempre preordina, amministra, indirizza e individua le poltrone da ricoprire e i percorsi da fare senza ammettere sbagli. Non una parola sulla situazione attuale del nostro Comune, ciò che era ritenuto importante era poter continuare a ricoprire l'incarico. Lo stato di degrado del territorio, l'immobilità dell'economia, la non realizzazione del programma presentato agli elettori, niente. Tutto questo mi ha fatto riflettere: ai cittadini poco importa se il sindaco ha dei leggeri, per quel che si sa, problemi con la giustizia; dimettersi, o meno, dovrebbe scaturire esclusivamente dalla propria coscienza e sensibilità. Alla gente interessa sapere se ha la mente libera e le capacità per fare quelle giuste scelte per ripartire al meglio le scarse risorse disponibili. Attualmente la sua funzione dovrebbe proprio essere quella di un'oculata gestione delle risorse per il miglior vivere dei cittadini.

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