Il Tirreno

Il presunto pedofilo davanti al giudice

Un’auto dei carabinieri
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Un’auto dei carabinieri

Udienza per la convalida del fermo mentre s'indaga sul suo passato

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 CECINA. E' in programma oggi, a Livorno, l'udienza davanti al gip per la convalida del fermo eseguito dai carabinieri nei confronti del ventiseienne imprenditore edile accusato di pedofilia. Il giovane è ancora in carcere alle Sughere, dove è finito venerdì sera su disposizione del viceprocuratore Luca Masini. I carabinieri continuano a mantenere un riserbo strettissimo ma dagli ambienti investigativi arrivano ulteriori conferme alla notizia pubblicata ieri dal "Tirreno", dalla ricostruzione dell'episodio alla confessione del giovane. Così come si conferma di voler proseguire le indagini per capire se il presunto pedofilo abbia molestato altri bambini. L'episodio per il quale è finito in carcere riguarda una bimba di 4 anni, figlia di una coppia conosciuta per caso tramite un'amica comune. Giovedì sera il giovane si era appartato con lei in giardino, dove avevano portato il cane, poi la bambina era rincasata di corsa e poco dopo aveva detto al padre che quel Luca (il nome di battesimo dell'indagato) l'aveva toccata e baciata nelle parti intime. La piccola aveva anche uno strappo nella parte posteriore della tutina. All'ospedale avevano escluso tracce di violenza fisica, quindi erano stati avvertiti i carabinieri. Che l'indomani, cioè venerdì, erano andati a prendere l'imprenditore e lo avevano portato in caserma. Qui, dopo aver inizialmente negato, il giovane aveva confessato.

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