Il Tirreno

I cestini per i rifiuti non sono proprietà privata dei commercianti

Paolo Bertolini (Cecina)

2 MINUTI DI LETTURA





 Ospitiamo la segnalazione di un lettore che si lamenta per essere stato costretto a non usare un cestino per rifiuti per gettarvi le deiezioni del suo cane. Per la serie accoglienza al turista: viale della Vittoria, Cecina Mare. Il mio cagnolino fa il suo bisogno per strada; raccolgo il tutto con l'apposito sacchettino. Cerco un cestino per la spazzatura, ma non ce ne sono (mi riferisco all'area dove sono stati fatti i lavori non completati). Il primo che trovo è quello di fronte ad una gelateria, non all'interno del negozio, ma sul viale stesso.  Mi avvicino per gettare il sacchettino (ben chiuso), apro il coperchio del cestino a forma di cono gelato, quando la proprietaria dell'esercizio mi urla, tra lo stupore dei presenti: «Non penserai mica di buttarlo lì? Quel cestino è mio e la cacca non ce la puoi buttare!»  Al mio far notare che si tratta di un sacchettino ben chiuso, e che dopotutto quello era pur sempre un cestino della spazzatura, peraltro chiuso, mi rispondeva ancora urlando: «Non puoi buttare la popò dove i clienti buttano i fazzoletti del gelato».  Ho detto alla signora che mi auguravo che i suoi clienti non mangiassero il gelato dentro al cestino della spazzatura e, per concludere, ho dovuto camminare ancora una cinquantina di metri per liberarmi in un altro cestino del sacchettino igienico.  In conclusione: è questa l'accoglienza che i nostri operatori turistici sono in grado di offrire a chi visita Cecina?

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa