Il Tirreno

Il Collegio sindacale punta il dito sulla riscossione della Tia: a rischio 200mila euro

Rea, il bilancio è in rosso

Mario Moscadelli
La sede della Rea alle Morelline Non c’è pace per l’azienda dei rifiuti
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La sede della Rea alle Morelline Non c’è pace per l’azienda dei rifiuti

È la prima volta che l'esercizio chiude in perdita

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 ROSIGNANO. È una fase complessa quella che sta attraversando Rea, l'azienda rosignanese dei rifiuti. Nuovo cda con i soci privati alla porta, il Comune che ora vuole acquistare le quote di Enerambiente ed Ecomar, ma anche un bilancio - quello relativo all'esercizio 2010 - chiuso per la prima volta col segno negativo. Per la precisione con un -153mila euro.  Un'approvazione del bilancio in cui non sono mancati gli attriti tra le parti in causa: Ecomar ha votato contro e Enerambiente non è stato fatto partecipare «perché in assenza di valida delega», come riporta il verbale dell'assemblea.  Bilancio in rosso. Il 2010 è stato un anno tremendo per la discarica di Scapigliato. Ne sanno qualcosa i cittadini di Rosignano, che per la prima volta nella storia del loro Comune hanno assistito ad una variazione di bilancio in negativo. E il crollo dei conferimenti nel sito è uno dei fattori che ha determinato la chiusura dell'esercizio 2010 di Rea con una perdita di 153.031 euro. Quello del 2009, lo ricordiamo, era stato approvato con un utile di 34mila euro. «Il bilancio 2010 - spiega l'assessore alla finanze Gennaro Tudisco - presenta per la prima volta il segno negativo. Ma non è una perdita proccupante, visto che stiamo parlando di un'azienda che fattura circa 40 milioni di euro e che i primi sei mesi del 2011 hanno segnato una leggera ripresa». Quattro i motivi principali che hanno determinato il segno meno. Primo: il crollo dei conferimento in discarica. Secondo: la contrazione dei ricavi delle vendite e prestazioni che ha assottigliato il costo della produzione da 189.467 euro del 2009 a 101.148 del 2010. Terzo: l'aumento del costo del personale passato - come si legge anche nella relazione del Collegio sindacale di Rea - da 6.941.927 a 7.253.814. Quarto: «il bilancio in questione è stato approvato dopo il pagamento delle imposte», dice Tudisco. «Il 2010 - si legge nel verbale dell'assemblea firmato dal presidente di Rea Fabio Ghelardini e dal segretario Manuela Lenzi - è stato un anno estremamente difficile, caratterizzato da una crisi economica che ha messo a dura prova anche la nostra azienda, che ha risentito e risente della crisi sia in termini di relazioni con soggetti pubblici e privati, sia in termini di diminuzione delle prestazioni del lavo».  Il caso-Tia. Nella relazione redatta dal Collegio sindacale presieduto da Sergio Volterrani, si punta l'attenzione sul rischio di non recuperare ben 200mila euro di Tia. «A causa di notifiche tardive - si legge nella relazione - molto probabilmente la società non potrà recuperare circa 200mila euro di crediti relativi alla Tia, crediti peraltro già di difficile esazione. Ancora in ordine alla Tia, il Collegio segnala la ritardata fatturazione per l'anno 2010 con conseguente appesantimento della gestione finanziaria». Insomma, una perdita non da poco. «Quello della riscossione della Tia è un vero problema - spiega Tudisco - e nel caso sollecitato al collegio è successo che il contribuente moroso non è stato trovato. Oppure che è stato incercettato quando ormai la bolletta era prescritta».  Convenzioni nel mirino. Nel mirino del Collegio anche la firma del presidente Ghelardini su due convenzioni firmate col Comune il 26 ottobre e il 30 dicembre 2010 «senza che questo rientrasse nei propri poteri delegati», scrive l'organismo. «Il Collegio ha sollevato questo caso - continua Tudisco - perché secondo loro queste convenzioni dovevano prima passare dal consiglio di amministrazione di Rea. Tuttavia, la questione è stata risolta successivamente: abbiamo unificato le due convenzioni in una sola, passandola al vaglio del cda».  

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