Il Tirreno

Sargenti (Rd): «Il nuovo consiglio
può essere invalidato»

E l'opposizione attacca il sindaco su cda e debiti

E l'opposizione attacca il sindaco su cda e debiti

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ROSIGNANO. E sulle ultime vicende di Rea si stanno abbattendo le critiche e i dubbi dell'opposizione.  Rds sul cda. «La Rea - attacca Giacomo Sargenti di Rds - è un società nata con capitale sociale misto, suddiviso tra ente pubblico e partecipazione privata. Nello statuto sono descritti i principi fondamentali per l'operatività aziendale. All'articolo 13 si parla della nomina del consiglio di amministrazione. La nostra perplessità è costituita dal fatto che il sindaco abbia sottovalutato l'articolo 13, esponendo la Rea e il cda al rischio di invalidazione e di una nuova instabilità societaria con azioni da parte della proprietà privata». Secondo Rds «Franchi ha affermato che quanto recita l'articolo 13 è una pura indicazione senza vincolo. Però l'articolo così recita: "la nomina del cda dovrà tenere conto della ripartizione del capitale tra pubblico e privato". Non è scritto potrà ma dovrà». Come Rds «siamo preoccupati per questa eventualità di rischio che potrebbe manifestarsi. Per questo e altre motivazioni avevamo richiesto una procedura di amministrazione controllata tale da salvaguardare al massimo i dipendenti e l'azienda per traghettarla verso il nuovo gruppo previsto nell'Ato».  Pdl sul bilancio. Il Pdl, attraverso il consigliere comunale Valerio Ghignoli, ha presentato tre interpellanze sull'ultimo bilancio Rea. «Nella relazione sulla gestione al bilancio 2010 - dice Ghignoli - si evince che le passività a breve della società sono pari a 27.086.949 euro. Nella stessa relazione viene specificato che i crediti verso clienti sono pari a 13.628.332 euro. E allora, considerato che dei circa 27 milioni di euro di passività, oltre 16 milioni sono debiti nei confronti del Comune di Rosignano, si domanda quale sia il piano di rientro dei crediti che Rea vanta nei confronti dei suoi clienti, chi sono i debitori di Rea, quale sia il piano di rientro dei debiti che Rea ha verso il Comune. Infine, qualora vi fossero variazioni societarie di Rea o vi fosse la mutazione o revoca di alcune convenzioni che Rea ad oggi ha, come il Comune intende rientrare di questi crediti». Secondo Ghignoli, che punta il dito sulle questioni sollevate dal collegio sindacale sulla Tia e sulle firme di Ghelardini su due convenzioni (vedi articolo a fianco, ndr), «vista la situazione, sarebbe stato opportuno nominare nel cda un membro delle minoranze».

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