Il Tirreno

Arrestato per violenza su minore

Alessandro De Gregorio
Arrestato per violenza su minore

Giovane imprenditore confessa di aver molestato una bimba di 4 anni

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CECINA. «Quel tato mi ha toccata e baciata lì». La bambina ha 4 anni, è nel seggiolino dell'auto accanto al babbo. Il padre sta guidando, dallo choc per poco non finisce fuori strada. Arriva a casa in lacrime, ne parla con la moglie.  Tra quelle mura esplode un misto di rabbia e dolore, di sconcerto e paura in cui è forte l'impulso di farsi giustizia da soli. Ma alla fine i due genitori assecondano l'istinto migliore e vanno al pronto soccorso.

Vengono avvertiti i carabinieri, ai quali i genitori forniscono un nome, Luca, e un indirizzo. Il giorno dopo un Luca corrispondente alla descrizione viene fermato, condotto in caserma dove alla fine confessa. Finisce in carcere con l'accusa di violenza sessuale aggravata su minore.  E' avvenuto in queste ultime ore in un comune della zona, che non indichiamo (così come il cognome dell'arrestato) per tutelare il più possibile la presunta vittima. 

Incontro casuale.
Tutto comincia per caso nella serata di giovedì, quando la bambina esce con la madre e la nonna a portare fuori il cane. Le donne incontrano una vicina, anche lei a spasso con il cane. Due chiacchiere, poi l'invito a prendere un caffè da loro. La vicina dice che non è sola, c'è un amico con lei. E' Luca, un ventiseienne imprenditore edile siciliano che in passato ha abitato in quello stesso condominio. Viene invitato anche lui. 

Una serata normale.
Sembra una serata normale, i grandi bevono e fumano sulla terrazza, la piccola gioca con il cane insieme a Luca. Quel giovane mostra di saperci fare con i bambini. «Ho un figlio anch'io, ha tre anni» dice lui mostrando la foto del bimbo sul display del telefonino. 

«Dai, usciamo».
Sì, sembra una serata normale e nessuno si preoccupa quando Luca invita la bambina a uscire: «Dai, torniamo a portare fuori il cane».  La casa è al piano terra, dal balcone si accede direttamente a un giardino condominiale illuminato solo in parte. Ai carabinieri i genitori della bambina racconteranno che la figlia e Luca si sono trattenuti pochi minuti ma in un angolo del cortile buio, un parcheggio fuori dalla loro visuale.  La bambina a un certo punto rientra in casa di corsa e comincia a toccarsi sotto le mutandine. La mamma la rimprovera. Rientra anche Luca. 

In auto con babbo.
E' una serata piovosa e quel giovane è a piedi. Il padre si offre di riaccompagnarlo a casa. Va anche la piccola, Luca insiste per fare il viaggio tenendola in braccio e fra le gambe.  Al rientro, invece, la piccola è sul seggiolino. Parla e ride, gioca con il babbo, poi lo gela. Gli dice cosa gli ha fatto quel tato. E' come una frustata in faccia. Il babbo incassa, si morde la lingua, non vuole fare troppe domande alla figlia per paura di turbarla. Ma è fuori di sé. Quando rientra, in casa oltre alla moglie c'è ancora la vicina. Un minuto dopo sono tutti sconvolti. La mamma non può trattenersi e chiede alla piccola se è vero che Luca le ha fatto quello che dice lei. E la bimba annuisce. 

Tutina strappata.
La madre d'istinto la prende, controlla i suoi vestiti: la tutina nuova, messa per la prima volta, è strappata nella parte posteriore. La bambina viene portata al pronto soccorso, visitata. Non è ferita, non ci sono tracce di violenza, tantomeno di un rapporto completo. I medici avvertono i carabinieri.  In caserma la denuncia viene firmata all'alba. Mentre il pm Masini dispone il sequestro degli indumenti della piccola, scattano le ricerche. 

L'arresto.
In serata viene fermato Luca. Il giovane all'inizio nega. Ma poi confessa di aver toccato quella bambina. Finisce alle Sughere in attesa dell'udienza di convalida.  I carabinieri continuano a indagare: c'è il forte sospetto che quel giovane lo abbia già fatto in precedenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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