Sicurezza
Nel mirino via Cavalleggeri, via Calabria, piazza Toscana, via valle dAosta: chi deve intervenire?
Gimkana tra buche e radici di pino
Daniele Meucci
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A destra e in basso buche su una strada della Mazzanta e dossi causati dalle radici Alla Mazzanta molte strade sono dissestate, e i turisti si lamentano
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VADA. Se una persona capitasse per caso alla Mazzanta in periodo invernale, la potrebbe scambiare per un paese abbandonato. Ma se la stessa persona ci torna d'estate, trova migliaia di villeggianti che vanno al mare. Sono i due volti della Mazzanta, che da giugno a settembre diventa un centro molto popolato, anche se rispetto agli anni scorsi le presenze sono visibilmente calate. Di fronte a un numero elevato di presenze, si può dire però che la Mazzanta è abbandonata al suo destino: emblematica è la situazione delle strade. Facendo un giro per il paese, in alcune zone la condizione del manto stradale è davvero critica: via Cavalleggeri, via Calabria, piazza Toscana e "il corso" via Valle d'Aosta sono al tempo stesso le strade più trafficate e quelle più malmesse. In via Calabria i dossi provocati dalle radici dei pini sono talmente alti che non permettono nemmeno il posteggio delle auto, e costringono le macchine, le bici e i pedoni a muoversi con grosse difficoltà. Situazione simile ma meno importante è quella in via Cavalleggeri, che costeggiando la pineta subisce la forza distruttiva delle radici dei pini che alzano l'asfalto e lo spaccano. «È una situazione vergognosa - dice Rossano Ferretti, di Sesto Fiorentino che vive per diversi mesi alla Mazzanta - sia per l'incuria in cui versano le strade, sia per l'alto pericolo che si corre percorrendole anche in bici. I proprietari dei pini se ne fregano delle radici, non potano gli alberi e gli aghi di pino intasano le fogne, creando problemi alle prime piogge settembrine. Anche l'amministrazione, pur conoscendo il problema, fa finta di non vedere». In fin dei conti il problema principale sono i pini e le loro radici: tante persone spesso si lamentano, passeggiando per strada, per i tanti aghi di pino, per i dossi. E pensare che quando partì l'urbanizzazione della Mazzanta, con la proliferazione di case ovunque, era stato introdotto l'obbligo di piantare alberi di alto fusto, accanto alle nuove case costruite. I pini però non sono l'unico problema per le strade: in via Monte Cervino, una delle poche che vengono percorse per uscire dalla Mazzanta, è il vecchio asfalto che cede, creando buche talmente fonde che le macchine, compresa una volante della Polizia, devono rallentare e sterzare per non subire il contraccolpo. «Se il problema viene sottovalutato - dice Ettore Baldinotti, empolese che da una vita frequenta la frazione - la situazione non può che peggiorare: bisogna decidere una volta per tutte di tagliare i pini e le radici in modo che queste non danneggino più la strada, altrimenti ogni due anni la situazione sarà sempre la stessa, pericolosa per le tante auto e bici che soprattutto d'agosto si trovano alla Mazzanta».
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