La manifestazione
Dieci mesi per la lite all'ospedale
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Una pattuglia davanti allospedale Condannato l'uomo che si era scagliato contro due dottoresse
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CECINA. Quella sfuriata all'ospedale gli è costata una condanna a dieci mesi di reclusione. E ora rischia anche che la misura della firma in caserma venga inasprita e sostituita con la detenzione domiciliare. Per Fabio Brugnone, difeso dall'avvocato Davide Ciriello, ieri a Livorno si è conclusa la direttissima davanti al giudice Antonio Del Forno (pm Gabriele Marcello). Martedì pomeriggio Brugnone, campano residente a Cecina, era stato arrestato dai carabinieri intervenuti all'ospedale dove aveva appena aggredito due dottoresse del reparto di igiene mentale. L'uomo aveva accompagnato lì la propria convivente che, a suo dire, non avrebbe ricevuto le dovute cure e attenzioni da parte del personale sanitario. Già apparso nervoso mentre si trovava nella sala d'aspetto, Brugnone aveva avuto uno scatto di rabbia dopo che i medici gli avevano permesso di entrare nell'ambulatorio. L'uomo se l'era presa in particolare con due dottoresse: le aveva insultate e minacciate, anche di morte, poi si era alzato di scatto dalla sedia spingendo la scrivania e aveva schiacciato le due dottoresse contro il muro, ferendone una all'addome. Aveva poi continuato a insultarle nonostante l'arrivo di un infermiere intervenuto per calmarlo. I carabinieri, chiamati dal personale dell'ospedale, lo avevano bloccato, portato in caserma e arrestato. Al processo ieri mattina il pm Marcello ha chiesto la condanna a un anno di reclusione e la misura della detenzione domiciliare. Nove mesi e dieci giorni con i benefici di legge la richiesta dell'avvocato Ciriello. Il giudice Del Forno ha deciso per dieci mesi senza benefici; sulla detenzione si è riservato di decidere in questi giorni.
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