Argini ko, i pescasportivi dicono addio al fiume Cecina
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Ha oltre cinquant'anni di storia e una bacheca zeppa di trofei. Ma l'Associazione pescasportivi non ha più il suo fiume, dove generazioni di cecinesi hanno imparato a usare canne e mulinelli.
E rischia di perdere un intero settore, le acque interne, intorno al quale è nata e cresciuta. Da anni ormai l'Aps organizza gare allo Scolmatore di Vicarello o sull'Arno pisano e non promuove più corsi.
C'è chi pensa che il motivo sia la penuria di pesce, ma non è così. Certo, non ci sono più le carpe e i cavedani di 50 anni fa. Ma il problema sono gli argini. Spariti in alcuni punti, pericolosi in altri. A lanciare l'allarme è Gino Carugi, da vent'anni presidente e punto di riferimento dell'Aps.
E rischia di perdere un intero settore, le acque interne, intorno al quale è nata e cresciuta. Da anni ormai l'Aps organizza gare allo Scolmatore di Vicarello o sull'Arno pisano e non promuove più corsi.
C'è chi pensa che il motivo sia la penuria di pesce, ma non è così. Certo, non ci sono più le carpe e i cavedani di 50 anni fa. Ma il problema sono gli argini. Spariti in alcuni punti, pericolosi in altri. A lanciare l'allarme è Gino Carugi, da vent'anni presidente e punto di riferimento dell'Aps.
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