Il Tirreno

Rea, ecco i nuovi consiglieri

La sede della Rea alle Morelline: è qui che si è svolta l’assemblea dei soci
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La sede della Rea alle Morelline: è qui che si è svolta l’assemblea dei soci

Nominato il cda: esclusi i soci privati. Presidente ancora Ghelardini

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 ROSIGNANO. Dopo un'altra giornata di fitti incontri, nel tardo pomeriggio è stato nominato il consiglio di amministrazione di Rea, la partecipata più discussa del Comune di Rosignano. Come annunciato dal Tirreno, i consiglieri sono scesi da 7 a 5, con la riconferma di Ghelardini presidente.  E il nuovo cda è tutto di parte pubblica. Nel senso che al suo interno non ci sono più elementi dei due soci privati, ovvero di Ecomar e di Enerambiente. Ma ecco chi sono i nuovi consiglieri. Come previsto, sono stati nominati la sindacalista della Cisl Patrizia Villani (area cattolica) e Fiore Malanima, pensionato residente a Gabbro e presidente dell'Arci della frazione. Annunciato anche Alessandro Bechini, segretario del Psi della Bassa Val di Cecina. Nella lista dei consiglieri, su indicazione del Comune di Cecina, il dentista Stefano Lessi, Pd traghettato dagli ex margherita. Chiude il nuovo cda l'avvocato livornese Camilla Bordoni, dell'Idv. Nome anche questo indicato da Cecina dopo comunque un confronto il coordinamento di Rosignano ma soprattutto con la segreteria provinciale.  Due le riconferme nel collegio sindacale: il presidente, Sergio Volterrani, e uno dei sindaci effettivi, Mario Bellucci. Il resto sono novità. L'altro sindaco effettivo è Fabrizio Giusti, i sindaci supplentiAlessandra Iacoponi e Paolo Gorgone Revisore legale dei conti confermato Andrea Torsella.  Dunque, Enerambiente ed Ecomar non sono più nella stanza dei bottoni, come proposto dal sindaco di Rosignano, Comune che ha la maggioranza delle azioni di Rea. «In una fase di forte cambiamento imposto dalle normative nazionali e regionali vigenti - spiega una nota dell'assemblea dei soci - che prevedono una diversa modalità di affidamento e gestione dei servizi attualmente svolti da Rea, i soci pubblici hanno ritenuto di dover riservare interamente alla parte pubblica l'organo amministrativo della società, nella convinzione che questo sia il miglior assetto per tutelare al meglio gli interessi dell'azienda, dei lavoratori, dei cittadini e dei soci pubblici e privati».  Ora, alla luce dell'avvio del procedimento per l'individuazione del gestore unico del ciclo integrato, si dovrà decidere il destino di Rea. Due le strade: la liquidazione o la riconversione in un mercato comunque diverso da quello dei rifiuti.

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