Il Tirreno

Sabato alle 11 l’inaugurazione al pubblico. All’interno resti pregiati di necropoli

Riapre il museo archeologico

Chiara Castaldi
Si lavora all’allestimento del museo archeologico di Castiglioncello, che sarà inaugurato ufficialmente al pubblico sabato prossimo alle 11
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Si lavora all’allestimento del museo archeologico di Castiglioncello, che sarà inaugurato ufficialmente al pubblico sabato prossimo alle 11

Allestimento da 320mila euro per la struttura di Castiglioncello

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 CASTIGLIONCELLO. Dopo quasi 40 anni, intervallati da alcune riaperture temporanee, riapre il Museo archeologico di Castiglioncello, per tornare ad ospitare gli stessi reperti che ha custodito fino al 1972 e dagli inizi del secolo scorso, quando l'allora soprintendente Luigi Adriano Milani, volle edificare qui una struttura dove esporre i materiali degli scavi da lui stesso condotti a cavallo fra 800 e '900.  Una lunga e forzata chiusura che è valsa alla struttura la definizione di "Museo dimenticato", titolo dell'evento-inaugurazione ufficiale, che si terrà sabato prossimo alle 11. Saranno presenti Pamela Gambogi, soprintendente per i beni archeologici della Toscana e il presidente della provincia Giorgio Kutufà. È atteso anche l'assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti.  Ieri mattina, invece, sono iniziati i lavori di trasporto e allestimento dei reperti nella struttura collocata al termine di una breve scalinata in via del Museo, traversa di via Corcos. Erano presenti il sindaco Alessandro Franchi, la direttrice del Museo archeologico di Marittimo Edina Regoli, i dirigenti comunali Vincenzo Brogi e Valeria Tesi.  La spesa. «In tutto - dichiara Franchi - è costato 320mila euro, finanziati con contributi europei, regionali e statali: la cifra comprende allestimenti e messa a norma con realizzazione di servizi e pedana per diversamente abili all'ingresso esterno». Resta da risolvere il problema dell'accesso delle carrozzelle all'interno del museo».  Il Museo. «La struttura, inaugurata nel 1916 - spiega Regoli - fu voluta dall'allora sovrintendete ai beni archeologici Luigi Adriano Milani il quale, fra la fine dell '800 e gli inizi del '900, in concomitanza con i lavori per la realizzazione della ferrovia, diresse gli scavi che interessarono gran parte del promontorio di Castiglioncello. Appositamente creata per questo scopo, riproduce la struttura di un tempietto etrusco. Nell'immediato Dopoguerra divenne museo nazionale, e nel 1972 fu chiuso dallo Stato. I reperti furono trasferiti a Firenze nei magazzini della Sovrintendenza, dove sono rimasti fino ad oggi. Negli anni 2000, anche su impulso dell'amministrazione comunale, la struttura è stata oggetto di alcuni interventi di adeguamento e ha ospitato brevi esposizioni temporanee».  I reperti. «I reperti - continua Regoli - risalgono all'epoca compresa fra il IV e il V secolo a.C. e sono resti di necropoli: vasi di ceramica di fabbricazione locale e provenienti dalla Spagna, vasellame in bronzo, armi, tre steli, monili; in estate verrà esposta qui l'urna di Velia Cerinei, il pezzo forte del Museo archeologico di Marittimo».  Allestimenti by Goppion. La prestigiosa Agenzia di Milano che vanta, fra gli altri, l'allestimento di alcune sale del Louvre di Parigi, ha curato anche gli allestimenti del museo di Castiglioncello. Il laboratorio milanese si è infatti aggiudicato la gara per la messa in opera di tutti gli elementi interni, garantiti da un sistema di sicurezza speciale.  Aperture. Il museo resterà aperto fino al 28 agosto, dal martedì alla domenica dalle 17.30 alle 20. «Anche in inverno - aggiunge Franchi - il museo sarà operativo».

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