Proteste
Sindaco a giudizio e assemblea farsa
Luisa Fonzo Pdl Castagneto
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Il Sindaco di Castagneto Carducci Fabio Tinti ha invitato la cittadinanza ad una riunione in cui avrebbe spiegato i motivi del suo "andare avanti" anche dopo il rinvio a giudizio da parte dei giudici. La saletta era quasi piena di tutti i consiglieri ed assessori attuali, di impiegati comunali compiacenti, di qualche ex sindaco, di vecchi compagni di partito e solo qualche cittadino incuriosito. Il sindaco ha voluto questo incontro per spiegare, per l'ennesima volta, le banalità delle accuse che gli sono state mosse ed ha asserito che essendo il suo stato d'animo sereno per la consapevolezza di essere non colpevole ha sollecitato il plauso e la compiacenza dei propri elettori (presenti) per trovare una rinnovata fiducia per andare avanti. In effetti si è assistito ad una melensa serie di interventi tutti volti a gratificare il sindaco.
Solo due voci fuori dal coro: la prima ha fatto presente al sindaco che proprio per la posizione che occupava non avrebbe dovuto chiedere niente ad un imprenditore che invece come contropartita poteva chiedere molto, la seconda la Sinistra per Castagneto che chiede, come fatto anche in passato, le dimissioni. Si respirava un'atmosfera che comunicava la volontà di un insieme di persone guidate e indirizzate da un ente supremo che da sempre preordina, amministra, indirizza e individua le poltrone da ricoprire e i percorsi da fare in casi come l'attuale, senza ammettere sbagli, e senza possibilità di cambiare programma di governo, tanto tutto prima o poi ritorna a posto. Non una parola sulla situazione attuale del nostro Comune, ciò che era ritenuto importante era poter continuare a ricoprire l'incarico. Lo stato di degrado del territorio, l'immobilità dell'economia, la non realizzazione del programma presentato agli elettori, niente.
Tutto questo mi ha fatto riflettere: ai cittadini poco importa se il Sindaco ha dei leggeri, per quel che si sa, problemi con la giustizia; dimettersi, o meno, dovrebbe scaturire esclusivamente dalla propria coscienza e sensibilità. Alla gente interessa sapere se ha la mente libera e le capacità per fare quelle giuste scelte necessarie a ripartire al meglio le scarse risorse disponibili. Attualmente la sua funzione dovrebbe proprio essere quella di un' oculata gestione delle risorse per il miglior vivere dei cittadini.
Solo due voci fuori dal coro: la prima ha fatto presente al sindaco che proprio per la posizione che occupava non avrebbe dovuto chiedere niente ad un imprenditore che invece come contropartita poteva chiedere molto, la seconda la Sinistra per Castagneto che chiede, come fatto anche in passato, le dimissioni. Si respirava un'atmosfera che comunicava la volontà di un insieme di persone guidate e indirizzate da un ente supremo che da sempre preordina, amministra, indirizza e individua le poltrone da ricoprire e i percorsi da fare in casi come l'attuale, senza ammettere sbagli, e senza possibilità di cambiare programma di governo, tanto tutto prima o poi ritorna a posto. Non una parola sulla situazione attuale del nostro Comune, ciò che era ritenuto importante era poter continuare a ricoprire l'incarico. Lo stato di degrado del territorio, l'immobilità dell'economia, la non realizzazione del programma presentato agli elettori, niente.
Tutto questo mi ha fatto riflettere: ai cittadini poco importa se il Sindaco ha dei leggeri, per quel che si sa, problemi con la giustizia; dimettersi, o meno, dovrebbe scaturire esclusivamente dalla propria coscienza e sensibilità. Alla gente interessa sapere se ha la mente libera e le capacità per fare quelle giuste scelte necessarie a ripartire al meglio le scarse risorse disponibili. Attualmente la sua funzione dovrebbe proprio essere quella di un' oculata gestione delle risorse per il miglior vivere dei cittadini.
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