Attenzione
Crescono gli accessi e le attese dei pazienti nella nuova struttura inaugurata a maggio
Pronto soccorso, allarme personale
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Il pronto soccorso dell’ospedale di CecinaMancano 8 infermieri. Fials denuncia: «Verranno presi da altri reparti»
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Il pronto soccorso, nuovo di zecca, scoppia di pazienti e scarseggia di personale. Infermieri, soprattutto. Ne sanno qualcosa coloro che in questi giorni d'estate si affacciano all'ospedale in attesa del triage (la valutazione del codice) e che, spesso, aspettano ore prima di essere visitati. Una situazione che denuncia anche il sindacato Fials, attraverso un documento di Daniela Boem in cui si parla di 8 infermieri in meno. «Questa direzione aziendale - dice la Boem - non solo non ha provveduto a potenziare il numero di infermieri e operatori socio sanitari al pronto soccorso per il periodo estivo, ma neppure si è preoccupata di sostituire il personale mancante perché andato in pensione, in mobilità, in maternità». Come arginare il problema? Secondo quel che denuncia il Fials l'Asl 6 ha deciso di reperire infermieri da altri reparti. «Di volta in volta verrà tolto un infermiere in servizio negli altri reparti che verranno a trovarsi in crisi perché già al minimo di personale per le ferie e inviato a svolgere attività di emergenza ed urgenza senza la minima conoscenza delle procedure, delle strumentazioni, della dislocazione del materiale». In sostanza, si prende un infermiere X dall'area medica (le medicine) e si piazza al pronto soccorso dove si interfaccia con pazienti che arrivano con le più diverse patologia. Per il Fials «si prospetta una situazione di evidenti rischi per la sicurezza dell'operatore con probabili ripercussioni per gli utenti in termini di disfunzioni». Alla luce di quel che accade nell'ospedale di Cecina il Fials sta valutando la possibilità di presentare un esposto alla procura della Repubblica per segnalare le presunte violazioni della normativa sulla sicurezza. Il sindacato autonomo attacca la politica aziendale con l'Asl 6 che «ha risparmiato anche nel 2010 sul costo del personale con un taglio di 951.427 euro». Nel documento inviato ai sindaci della bassa Val di Cecina era stato evidenziato come il taglio dei posti letto, la perdita delle specialistiche ed il nuovo modello di intensità di cure avesse contraccolpi pesantissimi sullop stato dei servizi sanitari garantiti ai cittadini. Oggi il Fial torna alla carica annunciando i dati di un'indagine dell'istiituto S. Anna del Pisa dalla quale emergono risultati «molto scarsi» per l'Asl 6 in particolare per il funzionamento del pronto soccorso con «l'elevata attesa dei codici gialli e verdi e l'alta percentuale di abbandono dei pazienti». Ma i parametri della nostra azienda sarebbero tra i più bassi anche per quanto concerne il cosiddetto «rischio clinico» (l'alta incidenza di elementi avversi che possono portare a danni per la salute». Da qui - attacca il Fials - lnevitabile incremento nel 2010 di oltre 3 milioni delle spese per le compensazioni negative (cosiddette fughe verso altre aziende sanitarie».
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