Finanza
Amara sorpresa dalla manovra del governo Berlusconi per i titolari di abitazioni principali
Rispunta l'Irpef sulla prima casa
Rino Bucci
Nella nostra zona si pagherà dai 31 ai 58 euro in più all'anno
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Abolita l'Ici, arriva l'Irpef. Il risparmio sulla prima casa ha avuto vita breve: cinque anni. La recente manovra finanziaria varata dal governo Berlusconi, e approvata in tempi record dal Parlamento, nel giro di un biennio costringerà gli italiani a pagare di nuovo per la prima abitazione. La norma infatti stabilisce il taglio progressivo delle agevolazioni, deduzioni e detrazioni fiscali del 5% nel 2013 e del 20% nel 2014. Vediamo qual è il peso del novità nella nostra zona.
La tassa. Ad oggi - grazie a un'esenzione introdotta nel 2000 con il governo Amato - l'Irpef sulla prima casa non si paga. Ma dal 2013 la tassa tornerà a tormentare. E nel 2014 sarà completamente a regime. Come stabilito dalla "clausola di salvaguardia" inserita nella finanziaria, l'esenzione si ridurrà progressivamente fino alla tassazione del 20 per cento della rendita catastale (tariffa d'estimo della zona relativa per numero dei vani rivalutata del 5 per cento per quanto riguarda gli immobili accatastati in tutta la categoria A).
In provincia. Ma quanto andrà a pesare l'Irpef nei conti dei residenti in Bassa val di Cecina? Traducendo il contenuto della norma in termini pratici e applicando i valori medi che possono variare a seconda della rendita catastale delle singole zone, si scopre subito che le sorprese non mancheranno. Secondo i dati riportati sul sito dell'Agenzia del territorio le unità immobiliari in provincia di Livorno sono qualcosa come 208mila. In questo numero sono comprese tutte le categorie: 111 case sono classificate come signorili, 147mila come civili, 25mila come economiche, 30mila come popolari, 2.290 come ultrapopolari, 2.237 come villini, 108 come ville. Ci sono anche ben due castelli. La rendita catastale totale supera i 141 milioni di euro, mentre - sempre in provincia - la rendita catastale media si attesta quasi sui 680 euro. Proprio quest'ultimo valore va preso come riferimento per il calcolo del nuovo balzello. Infatti dal 2014 - quando la tassazione avrà raggiunto l'ultimo scalino - il 20 per cento della rendita catastale andrà a finire nell'imponibile Irpef (nel 2013 sarà solo il 5 per cento). Ipotizzando l'entrata in vigore della norma si ottiene che - in media - i redditi dei proprietari di una prima casa aumenteranno di circa 136 euro. A questo punto la cifra da sborsare dipenderà soltanto dal reddito imponibile dei titolari, dai loro guadagni in capo a un anno.
Da 31 a 58 euro in più. Considerando quattro fasce di reddito (si va dai 15mila ai 100mila euro) e applicando le relative aliquote si nota come il nuovo provvedimento peserà sui residenti della Bassa val di Cecina dai 31 ai 58 euro. Così chi percepisce 15mila euro annui si vedrà appesantire l'Irpef di 31,28 euro, mentre chi ne percepisce 25mila di 36,72 euro. Considerando le fasce più alte si nota che chi ha un introito annuo pari a 50mila euro ne dovrà pagare 51,68 di Irpef e chi supera i 100mila euro spenderà 58,48 euro. La "stangatina" non ha lasciato perplessi molti analisti tanto per il suo peso, quanto per il fatto che non rispetterebbe la proporzione tra ricchi e poveri. Stando ai numeri infatti si nota come chi guadagna sei volte di più pagherà in realtà meno del doppio rispetto al più "povero". La norma entrerà in vigore dal 2013, con l'introduzione del 5 cinque per cento sull'Irpef. A quel punto i proprietari di prime abitazioni, sempre considerando le quattro classi di reddito annuo della simulazione (15mila, 25mila, 50mila e 100mila euro) si ritroveranno a dover sborsare rispettivamente 7,82 euro, 9,18 euro, 12,92 euro e 14,62 euro in più. Un amaro antipasto prima dell'introduzione, nel 2014, del piatto forte: la tassazione al 20 per cento sull'Irpef.
La tassa. Ad oggi - grazie a un'esenzione introdotta nel 2000 con il governo Amato - l'Irpef sulla prima casa non si paga. Ma dal 2013 la tassa tornerà a tormentare. E nel 2014 sarà completamente a regime. Come stabilito dalla "clausola di salvaguardia" inserita nella finanziaria, l'esenzione si ridurrà progressivamente fino alla tassazione del 20 per cento della rendita catastale (tariffa d'estimo della zona relativa per numero dei vani rivalutata del 5 per cento per quanto riguarda gli immobili accatastati in tutta la categoria A).
In provincia. Ma quanto andrà a pesare l'Irpef nei conti dei residenti in Bassa val di Cecina? Traducendo il contenuto della norma in termini pratici e applicando i valori medi che possono variare a seconda della rendita catastale delle singole zone, si scopre subito che le sorprese non mancheranno. Secondo i dati riportati sul sito dell'Agenzia del territorio le unità immobiliari in provincia di Livorno sono qualcosa come 208mila. In questo numero sono comprese tutte le categorie: 111 case sono classificate come signorili, 147mila come civili, 25mila come economiche, 30mila come popolari, 2.290 come ultrapopolari, 2.237 come villini, 108 come ville. Ci sono anche ben due castelli. La rendita catastale totale supera i 141 milioni di euro, mentre - sempre in provincia - la rendita catastale media si attesta quasi sui 680 euro. Proprio quest'ultimo valore va preso come riferimento per il calcolo del nuovo balzello. Infatti dal 2014 - quando la tassazione avrà raggiunto l'ultimo scalino - il 20 per cento della rendita catastale andrà a finire nell'imponibile Irpef (nel 2013 sarà solo il 5 per cento). Ipotizzando l'entrata in vigore della norma si ottiene che - in media - i redditi dei proprietari di una prima casa aumenteranno di circa 136 euro. A questo punto la cifra da sborsare dipenderà soltanto dal reddito imponibile dei titolari, dai loro guadagni in capo a un anno.
Da 31 a 58 euro in più. Considerando quattro fasce di reddito (si va dai 15mila ai 100mila euro) e applicando le relative aliquote si nota come il nuovo provvedimento peserà sui residenti della Bassa val di Cecina dai 31 ai 58 euro. Così chi percepisce 15mila euro annui si vedrà appesantire l'Irpef di 31,28 euro, mentre chi ne percepisce 25mila di 36,72 euro. Considerando le fasce più alte si nota che chi ha un introito annuo pari a 50mila euro ne dovrà pagare 51,68 di Irpef e chi supera i 100mila euro spenderà 58,48 euro. La "stangatina" non ha lasciato perplessi molti analisti tanto per il suo peso, quanto per il fatto che non rispetterebbe la proporzione tra ricchi e poveri. Stando ai numeri infatti si nota come chi guadagna sei volte di più pagherà in realtà meno del doppio rispetto al più "povero". La norma entrerà in vigore dal 2013, con l'introduzione del 5 cinque per cento sull'Irpef. A quel punto i proprietari di prime abitazioni, sempre considerando le quattro classi di reddito annuo della simulazione (15mila, 25mila, 50mila e 100mila euro) si ritroveranno a dover sborsare rispettivamente 7,82 euro, 9,18 euro, 12,92 euro e 14,62 euro in più. Un amaro antipasto prima dell'introduzione, nel 2014, del piatto forte: la tassazione al 20 per cento sull'Irpef.
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