Il Tirreno

Da Napolitano un premio per i Macchiaioli

Federica Lessi
Oggi si inaugura la mostra dedicata alle opere dei Tommasi
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Oggi si inaugura la mostra dedicata alle opere dei Tommasi

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 CASTIGLIONCELLO. Tre percorsi autonomi ma rappresentativi dell'evoluzione della pittura toscana tra la fine dell'Ottocento e gli anni trenta del Novecento. Le opere di Adolfo, Angelo e Ludovico Tommasi sono visibili da oggi alle 17,30 al castello Pasquini, riunite per cura di Francesca Dini.  Il dodicesimo appuntamento promosso dal Comune di Rosignano attraverso il centro Diego Martelli sulla pittura di macchia quest'anno ha ricevuto la medaglia di riconoscimento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per l'orgoglio del sindaco Alessandro Franchi e la commozione della curatrice.  "I Tommasi. Pittori in Toscana dopo la "macchia" illustra in 70 dipinti, gran parte dei quali di privati, il cammino dei tre livornesi dall'eredità di Lega e Signorini alle avanguardie del Novecento. Tra le curiosità in mostra dieci studi di Angiolo Tommasi provenienti da una raccolta privata di Rosignano e realizzati in Patagonia dove l'artista si recò con Pietro Gori, forse pervenuti tramite la famiglia dell'anarchico. L'esposizione inizia con i dipinti di Adolfo, paesaggista che Lega esortò a dipingere dal vero e che mantenne la sua fedeltà al naturalismo in un periodo di dibattiti sulla validità delle novità francesi, come testimoniano "Ore Calde", "Malerba" o "Il fischio del vapore". Nel 1881 la famiglia Tommasi per educare Angiolo e Ludovico si stabilì a Bellariva, luogo culto dell'età d'oro della macchia. Angiolo fu allievo di Lega e crebbe nel salotto di famiglia con intellettuali e artisti quali Carducci, Corcos e Fattori, come testimonia il ritratto inedito di Eleonora Tommasi in giardino. Dopo un dipinto realista come "La benedizione" e la scomparsa del maestro partirà per il Sudamerica in cerca di fama per approdare nel circolo pucciniano di Torre del Lago attratto dal nuovo corso della pittura. Quello che ne rimarrà più influenzato è il fratello Ludovico, violinista prestato alla pittura con una sensibilità cromatica straordinaria, che partendo dalle lezione di Signorini e del fratello troverà ispirazione nella cerchia pucciniana a contatto con Nomellini, di cui si vede l'influsso nelle pennellate filamentose, per poi tornare al naturalismo negli anni venti.  La mostra è aperta fino al 2 ottobre tutti i giorni meno il lunedì ore 17 alle 23,30, dal 13 settembre ore 9 alle 19.

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