Il Tirreno

Nomadi, in 1600 in piazza ma è polemica

Daniele Meucci
I Nomadi durante il concerto in piazza Garibaldi
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I Nomadi durante il concerto in piazza Garibaldi

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 VADA. Serata all'insegna della grande musica italiana a Vada. Mercoledì in piazza Garibaldi quasi 1600 persone hanno assistitito al concerto dei Nomadi, gruppo rock italiano fondato nel 1963 dal tastierista Beppe Carletti e del compianto Augusto Daolio, che dopo numerosi passaggi è arrivato alla formazione attuale composta da Danilo Sacco, Cico Falzone, Daniele Campani, Massimo Vecchi e Sergio Reggioli.  Il concerto è iniziato regolarmente come da programma alle 21,30 ed è proseguito fino a mezzanotte. La band ha intonato canzoni sia dell'ultimo album, che brani storici.  Nonostante l'aria di festa che si respirava all'interno della piazza, c'è stata però qualche polemica sull'area completamente off-limits e soprattutto su come è stato regolato l'accesso per chi intendeva andare in un negozio o a prendersi solo un gelato. E allora non sono mancati i malumori di turisti, ma anche residenti. «E' stato un spettacolo molto bello - commenta Roberto Creatini, presidente della Pro Loco di Vada che ha organizzato l'evento - anche se ci aspettavamo qualche presenza in più. Le proteste? L'avevamo preventivate: d'altronde è stata la prima volta che chiudevamo completamente la piazza. Lo abbiamo fatto per offrire al meglio lo spettacolo, visto anche l'investimento di 40mila euro, e siamo molto decisi a riproporre eventi del genere».  C'è stato qualche problema ai varchi d'entrata: qualcuno si è rifiutato di pagare il biglietto dicendo che il prezzo (20 euro) era troppo alto, altri invece volevano raggiungere i negozi situati sul lato esterno della piazza, ma si sono visti chiedere una caparra di 20 euro, oltre al documento. «Questi problemi - continua Creatini - sono sorti principalmente perchè era la prima volta che la piazza era chiusa. Anche l'anno scorso c'è stato un evento del genere, il Festival Music, che però era gratis, e quindi non c'era stato bisogno di chiudere l'area. Sono convinto che queste polemiche non siano costruttive: c'è stato un buon richiamo di persone in piazza e al contempo è normale che per eventi del genere si creino disagi. Alcune persone cercavano di inventarsi le scuse più strane per entrare senza pagara, ma alla fine anche gli esercenti hanno approvato il progetto».

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