Il dolore
LA PROTESTA
Uniamoci contro i ticket sulla costa
Maurizio Marchi
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Questa nuova schiera di amministratori di Rosignano, già insediatisi sotto una brutta stella (l'inaugurazione affrettata del sottopasso da cui non passano gli autobus) ha veramente poca fantasia, ed ancor meno senso della misura e del buon gusto: alla diminuzione delle entrate scandalose di Scapigliato, stanno rispondendo con colpi di testa degni del peggior ragioniere d'azienda. Misure di piccolo cabotaggio, s'intende, degne della loro caratura, ma significative della loro disperazione di bambini viziati e dopati, che temono di perdere i loro giocattoli e le loro poltrone. Prima i cinquanta euro ai pensionati degli orti della Bagnolese, poi l' imposizione del pagamento al posteggio di piazza delle Repubbliche marinare, "al Sirena". Dopo che loro stessi, e i loro padri (politici) hanno regalato tutta la costa alla Solvay, alla Teseco dei Medici, alle Forbici e alla speculazione privata in generale, ora vorrebbero "mettere a reddito" anche uno degli ultimi piccoli tratti di costa rimasti liberi, quello del Sirena, appunto. Io che su quella terrazza vado quasi tutte le sere ad osservare con tristezza e rabbia le etileniere e la schifezza del mare bianco da una parte, e l'ammasso di cemento del porto della Teseco dall'altra, posso andarvi a piedi o in bicicletta, ma dichiaro fin d'ora l'assoluta indisponibilità a pagare anche un solo euro, se dovessi andarvi in auto. E confidando nel residuo buon senso dei rosignanesi, li invito tutti a dichiarare altrettanto. Anzi, potrebbero/potremmo fare anche di più: dichiarare una giornata di rifiuto organizzato del nuovo balzello, ad esempio per ferragosto, tra un mese. Potremmo abbattere anche fisicamente il cartello e la colonnina acchiappa-soldi, se ad una lunga corda fossero impegnate a sradicarli alme no 500 persone. Un'azione di massa pacifica e non violenta, quanto ferma e chiara. Ne vale la pena? Credo proprio di sì, perché in gioco non ci sono soltanto gli euro per andare al mare. In gioco c'è il bisogno di dare una lezione democratica a questi signorini che della politica hanno fatto il loro mestiere; in questo territorio devastato e di riaccendere al contrario una fiammella di sinistra in questo territorio devastato non solo dall'inquinamento e dalla speculazione, ma anche dall'opportunismo, dall'arrivismo e dalla caltroneria di chi ci amministra. Prima che facciano di peggio. 16.7.11.
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