Il Tirreno

SANITA’

Una vergogna deportare l'Utic

Alessandro Righi

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 E' una vergogna, un'offesa alla salute, al diritto costituzionale all'uguaglianza, all'intelligenza della popolazione ed alle scelte democratiche previste anche dai protocolli regionali, che sia stata perpetrata, stavolta senza previo dibattito la deportazione di un Utic a Livorno, con medici, infermieri e macchinari e, fra poco, muri compresi.  L'Utic di Cecina, eccellenza nazionale, costruita dal dr. Ferruccio Chiesa, con un duro lavoro dal 1970, con infermieri e medici specializzati sul campo, che portarono l'ospedale di Cecina ad essere una delle realtà più virtuose a livello nazionale è stata deportata forzatamente a Livorno da editti bulgari, della dirigenza dell'AsL 6. Cardiologi di alto livello sono stati scippati all'ospedale di Cecina per essere spostati a Livorno con arroganza del potere: si parla di decisioni tecniche, ma sono solo scelte politiche, e della peggior specie.  La mortalità infartuale nella Bassa Val di Cecina era 1/6 rispetto a quella dell'area livornese nel 2005, grazie all'Utic dell'ospedale della Bassa Val di Cecina. Ma la risposta dell'Asl all'articolo del dr Chiesa è semplicemente ridicola! "Le linee guida - dice l'Asl - definiscono l'angioplastica come il metodo elettivo nel trattamento dell'Ima (Infarto Miocardico Acuto).". Scoperta del classico 'buo alla conca', si tratta di intervenire il più presto possibile se si vuol salvare... e continua "..per questo motivo i pazienti infartuati vengono portati all'H di Livorno, dove l'Asl 6 è in grado di garantire l'applicazione di questa metodica sulle 24 h". Non è pensabile portare un utente (...sic!.. non più una persona o un paziente, ma un utente, come se si trattasse della società portuale e non di un'azienda sanitaria) a Cecina per una prima valutazione e poi spostarlo a Livorno". Ma intervenire presto vuol dire farlo in media su tutta la popolazione dell'Asl, che arriva all'Elba, passando per Piombino magari non in traghetto (sono diventati troppo cari e lenti, grazie ad accordi, anche qui poco trasparenti) o in elicottero, come vorrebbe l'elicotterista Calamai, che toglie l'Utic, e poi, col pianto del coccodrillo, costruisce un luna park con l'eliporto ed il 'First Aid', ma senza possibilità di fare le analisi del sangue e gli interventi di rianimazione  Come dice Bernardini nel suo brillante articolo sul Tirreno, la salvaguardia della vita umana cardiologica non può dipendere dall'angolo di latitudine!

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