Il Tirreno

«Ora sindaco e assessore si scusino»

«Ora sindaco e assessore si scusino»

Lucibello: confermato il conflitto di interessi sull'ambulatorio

2 MINUTI DI LETTURA





RIPARBELLA. «Ci auguriamo che anche a Riparbella sia finito il tempo dei conflitti di interesse». Così Alessandro Lucibello Piani (Insieme per cambiare) che incassa il parere del segretario comunale sulla questione dell'ambulatorio di Guardistallo: «Il sindaco Fontanelli - dice Lucibello - aveva scomodato persino la sezione del Pd e dei socialisti schierandoli a difesa dell'assessore al bilancio Vancheri. Negavano tassativamente il conflitto di interessi della Vancheri nell'aver discusso e votato la mozione riguardante l'ambulatorio di Guardistallo gestito anche dal padre, medico di famiglia a Riparbella». Lucibello aveva chiesto un parere scritto al segretario comunale Paolini, che ha risposto: «Le affermazioni del consigliere Lucibello appaiono pertinenti ove si parta dall'assunto dell'esistenza di un conflitto di interessi, sia per quanto riguarda il tipo di interesse che viene in considerazione (non necessariamente economico), sia per quanto riguarda la asserita contrarietà all'articolo 31 del regolamento».  «La questione - dice ora Lucibello - si sarebbe dovuta chiudere in consiglio con le scuse dell'assessore. Credo non ci sia bisogno di una norma per capire l'opportunità di astenersi quando si trattano argomenti inerenti propri parenti. Ora mi aspetto le scuse pubbliche dell'assessore Vancheri e del sindaco Fontanelli, che proprio per il suo ruolo istituzionale di garante del rispetto delle norme avrebbe dovuto essere molto più cauto. Nessuna sanzione è prevista in questi casi dal regolamento, lasciando però evidenti strascichi politici. Già un anno fa vi fu un fatto simile con l'assessore Figini che votò la nomina del marito e delle nipote a responsabili del giornalino comunale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa