Attenzione
C'è la crisi? Tutti in pineta
Rino Bucci
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A sinistra si prepara la tavola da pranzo, sopra larrivo di alcuni villeggianti nella pineta delle Gorette e, a destra, un po di relax in famiglia allombra dei pini Borsa frigo e fai-da-te per una domenica low cost
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CECINA. La giornata al mare inizia la sera prima con l'allestimento della borsa frigo; panini, riso freddo, affettati, panzanella. E poi thermos per il caffè, bibite, acqua, succhi di frutta. La borsa dovrà contenere tutto il necessario per una lunga trasferta sul litorale, dal pranzo alla cena. Si muove in massa il popolo della pineta, un centinaio di persone che ogni weekend parte all'assalto del verde intorno alle Gorette. I villeggianti della domenica arrivano da Firenze, Pontedera, Livorno, ma anche da Cecina. Tutti in cerca di una giornata di relax low cost. Natura e risparmio. È questa l'altra metà del turismo, quella del "mordi e fuggi" che a sdraio, ombrelloni e pasti a pagamento preferisce un po' di fatica, l'auto piena e il portabagagli diviso tra Fido e il materassino. Il turista da weekend si porta tutto da casa, perfino il tavolo. La riscoperta della pineta non contagia solo pensionati e famiglie, ma anche i ragazzi. Due i motivi: la bellezza del luogo e la crisi che morde. Con mutui da pagare, stipendi bassi e tasse in aumento non tutti si possono permettere una vacanza coi fiocchi. Claudia Comparini, con altri 10 compagni di viaggio, è partita alle 8 da Pontedera per conquistare un tavolo: «Abbiamo fatto 60 chilometri, veniamo tutte le domeniche. Anzi, io vengo da trent'anni, da quando ero bambina. Mi ricordo tante persone, come oggi. Poi c'è stato un periodo intorno agli anni Duemila in cui si sono visti pochi bagnanti. Ora, anche per la crisi, qui è tutto pieno ogni weekend». Catena di montaggio. Aldo Lami e i suoi compagni d'avventura, una quindicina in tutto, sono partiti più tardi, intorno alle 10. Arrivano da Livorno e non hanno bisogno del tavolo: se ne sono portati quattro da casa: «Siamo super organizzati, in pratica una catena di montaggio. Ogni famiglia ha un compito: c'è chi si occupa del primo, chi del secondo, chi del dolce. Poi c'è la merenda, la cena. Non ci facciamo mancare nulla, neanche il torneo di burraco». Fino all'anno scorso la comitiva labronica faceva rotta su Marina di Bibbona, «poi hanno chiuso l'accesso al parcheggio della pineta con una sbarra - dice Paolo Vannucci - e siamo venuti a Cecina. Si sta benissimo». L'arte dell'ingegno livornese ha anche partorito un armadio sui generis: «Prendiamo due corde, le leghiamo all'estremità di due pini et voilà: un armadio a due ante per appendere i vestiti», spiega Carlo Bottai. C'è anche la classica amaca. I giovani. Fabiola, Shine e Blerina sono tre ventenni di origine albanese. «Viviamo in Italia da 15 anni - dice Fabiola - abitiamo a Cecina e veniamo in pineta nel weekend. Si risparmia e si sta bene». Paolo Lagani, insieme alla famiglia e agli amici, arriva da Vicarello: «Partiamo presto con borsa frigo al seguito, ormai abbiamo scoperto questo posto e non ci schioda nessuno. È la vacanza della domenica». Il prezzo. Il costo della giornata? Il prezzo della benzina. Per il parcheggio invece si spendono 5 euro per tutto il giorno nello spiazzo gestito dalla Nuova Futuro o si fanno due passi e si lascia l'auto gratis in via dei Campilunghi. Anche questa è convenienza.
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