La manifestazione
Quel dolore che dura da 25 anni
Alessandro De Gregorio
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Mirella e Unico Frontera Sopra in alto le sorelle Ester e Astrid Frontera, in basso da sinistra Massimo Marsili e Alessandro BottiMirella Frontera e l'anniversario della tragedia che sconvolse la città
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CECINA. «Guardare da vicino il proprio dolore è un modo di consolarsi» (Stendhal). Mirella e Unico Frontera lo stanno facendo da una vita. Da quando, una notte di 25 anni fa, persero le loro figlie in un incidente tanto tragico quando assurdo. Quella notte morirono quattro ragazzi. Tutti cecinesi e giovanissimi: Ester e Astrid Frontera (22 e 23 anni), Alessandro Botti (23), Massimo Marsili (24). Erano in auto, durante una manovra finirono in acqua alla foce del fiume. Annegarono tutti e quattro. Una disgrazia che sconvolse l'intera città e continua a destare commozione. Mirella e Unico hanno un approccio differente al dolore, ma entrambi hanno scelto di guardarlo in faccia e condiverlo. In modo più aperto lei, in modo più introverso lui. Ma sempre insieme e con gli altri. Con la figlia più piccola, Daniela. Con i parenti, gli amici, i vicini di casa. Con tutta la città. «Per noi il tempo è come se si fosse fermato a quella notte - dice Mirella - Non ci si abitua mai all'assenza, l'angoscia resta la stessa. Si va avanti un passo alla volta, si ricorda, soprattutto si parla. Ci si sfoga». Mirella ha sempre reagito così. Parlandone, ricordando anche i bei momenti. E piangendo, quando la voce s'incrina e il dolore prorompe. La intervistammo cinque anni fa. Ci disse che «un dolore del genere non scompare mai, anche se lentamente si trasforma in amarezza e nostalgia». Diventa meno acuto, ma resta lì. Tra gli oggetti e i ricordi; negli angoli della mente e del cuore. Mirella lo ripete anche adesso che di anni ne sono passati 25: «La nostalgia è forte, in certi momenti fortissima - dice Mirella - Ma abbiamo Daniela e il conforto dei nostri concittadini. Cecina è davvero un posto speciale, la gente non ci ha mai abbandonati. A volte bastano un sorriso o una pacca sulla spalla per tirarci un po' su. Questa ricorrenza dei 25 anni? Per noi ha un senso relativo. Tutti i giorni sono uguali, lo sono sempre stati da quella notte. Se devo darle un senso scelgo di dire grazie. Al Nuoto e al Volley Cecina, che continuano a organizzare meeting e memorial. Ma in generale un grazie a tutti quelli che continuano a starci vicini».
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