Il dolore
«Lei sta rinnegando tutto»
Alessandro De Gregorio
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Lingresso dellhotel Cantiere navale Donoratico Ammanchi in hotel: scintille in aula tra testimone e pm
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CECINA. «Ancora una volta le contesto quanto già dichiarato in sede di indagini, lei si assumerà la responsabilità delle sue affermazioni». Il pm ha ammonito più volte quel testimone, chiedendo al giudice Chiara Nardi di prenderne atto durante una turbolenta escussione. Un'escussione conclusa con la consegna al giudice dei verbali firmati davanti alla guardia di finanza, durante le indagini, da Giacomo Toninelli. L'ex economo dell'hotel Cantiere navale Donoratico ieri è stato sentito come testimone nel processo a carico di Fabio Siuni, l'imprenditore che nell'estate del 2006 conduceva l'azienda turistico-alberghiera e che ora è imputato per truffa aggravata. Stando alle accuse Siuni (difeso dall'avvocato Paolo Di Tursi) si sarebbe messo in tasca 250mila euro al nero ordinando ai dipendenti di non fatturare. Fu la Nexus Srl, proprietaria del complesso turistico, a presentare un esposto in procura in cui venivano raffrontati i numeri delle stagioni 2006 e 2007 al Cantiere navale. Nella prima, gestione Siuni, a fronte di 66.232 presenze gli incassi ammontarono a 1.427.074 euro. L'anno dopo, cambiato il direttore, nonostante un calo di presenze (64.630) gli incassi aumentarono di 400mila euro (1.828.024). «Mi fu chiesto - ha detto ieri Toninelli - di verificare l'andamento economico della gestione Siuni, feci un'analisi di costi e fatture. Mi accorsi che non tornavano tre fatture di prima nota, nel senso che trovai tre solleciti di pagamento per forniture che in prima nota risultavano pagate. Ma poi fu tutto chiarito. Un ammanco di 250-300mila euro? Sentii delle voci ma io non ho mai visto maneggiare soldi in nero». L'esposizione di Toninelli è andata avanti in un serrato botta e risposta con il pm Samantha Lotti, che al culmine di una serie di contestazioni ha ammonito il testimone: «Lei continua a fare premesse e a difendere a spada tratta l'imputato, si limiti a rispondere alle domande». E ancora: «Giudice, chiedo che il teste venga avvertito sulla propria responsabilità penale». «Io non sto rinnegando niente - ha replicato Toninelli - ma non posso sapere se è stato fatto del nero e non posso trarre conclusioni da voci». Le voci sarebbero quelle di Chiara Cavallini, l'ex addetta al ricevimento, la quale alla precedente udienza aveva confermato che «Siuni mi disse di non fare la ricevuta fiscale nei casi di pagamento in contanti, di mettere i soldi in una busta e darli a lui. Non mi piaceva ma lo facevano un po' tutti». Le dichiarazioni di Cavallini, ha ripetuto ieri Toninelli, «furono esternate a Marzotto e da lui mi furono riportate». Luigi Marzotto, ieri assente, verrà sentito alla prossima udienza di metà settembre. «La valutazione di 250mila euro di ammanco - ha aggiunto Toninelli - fu fatta dalla finanza, non potevo certo farla io, non avevo gli elementi». Dopo di lui ha deposto Crzegorz Picora, ex barman: «Nessuno mi ha mai ordinato di fare del nero. Scontrini? Li facevamo. Ma non ad aprile e maggio perché in quel periodo non c'era la cassa».
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