Sicurezza
Il sindaco di Castagneto scrive: "Se mi condannano mi dimetto"
Il tribunale di Livorno lo ha rinviato a giudizio per corruzione. E' accusato di aver agevolato alcune autorizzazioni per un imprenditore in un'area vincolata in cambio dell'assunzione del figlio
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«Se tale vicenda non avesse esito positivo non rimarrò un attimo in più al mio posto». Lo scrive il sindaco di Castagneto Carducci (Livorno) Fabio Tinti in una lettera aperta ai concittadini dopo che il tribunale di Livorno lo ha rinviato a giudizio per corruzione. «Il rinvio a giudizio non è espressione di colpevolezza o innocenza - spiega il sindaco in una nota - è la necessità di verificare in sede processuale i fatti e io sono pronto a farlo. Lo farò con il massimo impegno per lasciarmi alle spalle questa brutta vicenda e per portare a compimento il mio mandato che scadrà nel 2014». «Se per qualsiasi motivo - aggiunge il sindaco - così non fosse, anticiperò la scadenza del 2014 e proseguirò tale prova non più da sindaco di Castagneto Carducci». Tinti è accusato di aver agevolato alcune autorizzazioni per un imprenditore in un'area vincolata in cambio dell'assunzione del figlio.
Il passaggio in tribunale, spiega Tinti, «non è altro che rispondere davanti alla magistratura della richiesta di un genitore per un impiego stagionale temporaneo per il figlio, studente sedicenne, cosa che fa la stragrande maggioranza dei genitori per i propri figli per un lavoro estivo. Questo è un reato? Io penso di no e voglio dimostrarlo. Quella richiesta è stata fatta da un padre e anche sindaco in cambio di qualcosa? Io dico fermamente e assolutamente no e voglio dimostrarlo». Tinti spiega di nutrire «un profondo rispetto, per le istituzioni, per il ruolo che ricopro, per la magistratura che deve fare il suo dovere verso la ricerca della verità», ma afferma di aver avuto anche la tentazione di abbandonare dopo essere finito in un'esperienza mai vissuta prima. Invita poi i cittadini a un incontro, giovedì a Donoratico, perchè «sento il bisogno di confrontarmi» e perchè non pensino «di essere rappresentati da un sindaco più debole a causa di tale vicenda». Il consiglio comunale di Castagneto votò tempo fa perchè il sindaco proseguisse il mandato anche in caso di rinvio a giudizio.
Il passaggio in tribunale, spiega Tinti, «non è altro che rispondere davanti alla magistratura della richiesta di un genitore per un impiego stagionale temporaneo per il figlio, studente sedicenne, cosa che fa la stragrande maggioranza dei genitori per i propri figli per un lavoro estivo. Questo è un reato? Io penso di no e voglio dimostrarlo. Quella richiesta è stata fatta da un padre e anche sindaco in cambio di qualcosa? Io dico fermamente e assolutamente no e voglio dimostrarlo». Tinti spiega di nutrire «un profondo rispetto, per le istituzioni, per il ruolo che ricopro, per la magistratura che deve fare il suo dovere verso la ricerca della verità», ma afferma di aver avuto anche la tentazione di abbandonare dopo essere finito in un'esperienza mai vissuta prima. Invita poi i cittadini a un incontro, giovedì a Donoratico, perchè «sento il bisogno di confrontarmi» e perchè non pensino «di essere rappresentati da un sindaco più debole a causa di tale vicenda». Il consiglio comunale di Castagneto votò tempo fa perchè il sindaco proseguisse il mandato anche in caso di rinvio a giudizio.
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