Finanza
Maxi inchiesta tra Livorno e Castagneto: coinvolti imprenditori, professionisti e finanzieri
Affari e favori, Tinti a processo
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Il sindaco di Castagneto Fabio Tinti Rinviato a giudizio con altri 16 imputati: ieri l'udienza dal Gup
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LIVORNO. Diciassette rinvii a giudizio per la vicenda del sodalizio tra pubblici ufficiali e imprenditori, volto - secondo le accuse - a favorire accordi ed affari, che si sarebbe impiantato tra Livorno, Cecina, Castiglioncello, Castagneto Carducci, Donoratico e San Vincenzo. Tra le persone che sarannno giudicate dal tribunale di Livorno a partire dal prossimo 7 dicembre, spiccano i nomi del sindaco di Castagneto Carducci, Fabio Tinti, dell'imprenditore livornese Giuseppe Doveri, del manager Roberto Cascavilla, dell'ex vice comandante del nucleo della tributaria della Guardia di Finanza di Livorno, Giovanni Bello. E ancora, dell'ex comandante della Finanza di Castiglionecllo, Paolo Mori, ma anche l'ex questore di Livorno, Cristofaro La Corte e dell'ex presidente della Porto 2000, Bruno Lenzi. Da segnalare poi, oltre a diversi proscioglimenti, anche il patteggiamento a due anni di reclusione con i benefici di legge ottenuto dal dirigente della questura di Livorno, Salvatore Cinelli e dalla giovane romena Crina Paascalin (pena di 4 mesi e 10 giorni con i benefici). Sono stati prosciolti Massima Rita Riccardi, Lucia Verde, Ferdinando Zullo, Mario tardelli e Romano Pellegrini. La posizione di Cinzia Guercio è stata invece stralciata e verrà definità il 27 settembre prossimo. Le accuse parlano di scambi di favori in vari campi, da parte di imprenditori e di pubblici funzionari, cosa della quale in particolare saranno chiamati a rispondere Giuseppe Doveri, Sergio Quilici, Luciano Lorenzini, Roberto Cascavilla, Giovanni Bello e Paolo Mori. Per quanto riguarda Fabio Tinti, sindaco di Castagneto, e Moreno Fusi, dirigente dell'Ufficio tecnico dello stesso Comune, l'accusa parla di aver favorito la costruzione di un complesso turistico della società Turmar a Castagneto, favorendo Doveri, Quilici e Lorenzini. Tinti - secondo le accuse - lo avrebbe fatto per ottenere dai tre l'assunzione del proprio figlio in una delle aziende di Doveri. Altri episodi contestati riguarderebbero alcuni presunti favoritismi fatti alla società Cheddite di Livorno, e per quanto riguarda Bruno Lenzi, per un incarico professionale a Cascavilla in cambio di un suo interessamento alla sua nomina a presidente dell'Autorità Portuale. La decisione del Gup (giudice dell'udienza preliminare) Antonio Pirato è arrivata ieri sera alle 19, dopo che nella mattinata c'erano state le conclusioni degli avvocati difensori che avevano replicato alle richieste del pubblico ministero, Filippo Maffeo. Ecco tutti gli imputati: Giuseppe Doveri, 63 anni, imprenditore di Livorno; Roberto Cascavilla, 63 anni, esponente dell'associazione Italia Opera; Sergio Quilici, 64 anni, collaboratore di Doveri; Luciano Lorenzini, 65 anni, ingegnere cecinese; Giovanni Bello, 63 anni, ufficiale Gdf; Paolo Mori, 54 anni, maresciallo Gdf; Fabio Tinti, 46 anni, sindaco di Castagneto; Moreno Fusi, 50 anni, dirigente ufficio tecnico Comune di Castagneto; Raffaele Bruno, 60 anni; Angelo Giori, 70 anni imprenditore livornese, Cristofaro La Corte 68 anni, ex questore di Livorno; Bruno Lenzi, 75 anni, ex presidente Porto 2000; Angelo Menghini, 66 anni dirigente d'azienda; Giuseppe Vannucci, 74 anni; Carlo Angeli, 65 anni; Milena Belli, 66 anni; Mohamed Laklai, 55 anni. (r.c.)
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