Il Tirreno

LA REPLICA DELL’ASL

«Ecco perché in caso di infarto è meglio ricoverare subito a Livorno»

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 CECINA. L'Asl risponde in una sua nota alle critiche di Ferruccio Chiesa a proposito dello «smantellamento dell'Utic di Cecina». L'azienda precisa che «le linee guida nazionali e regionali definiscono l'angioplastica primaria come il metodo elettivo nel trattamento dell'infarto miocardico acuto». Si tratta in sostanza di intervenire il più presto possibile se si vuol salvare chi è colpito da infarto.  «Per questo motivo - dice l'azienda - i pazienti infartuati vengono portati all'ospedale di Livorno dove l'Asl 6 è in grado di garantire l'applicazione di questa metodica sulle 24 ore. Non è quindi pensabile portare un utente a Cecina per una prima valutazione, per poi spostarlo all'ospedale di Livorno».  Da qui «la necessità di centralizzazione del personale, delle forze, degli strumenti. Ciò porta a un alto livello di espertizzazione fra gli operatori che non può essere frammentato su più presidi, perché altrimenti non si effettuerebbe il numero minimo di procedure che le linee guida internazionali ritengono necessario per garantire un buon grado di efficacia e sicurezza». Per l'Azienda pertanto «il modello difeso dal dottor Chiesa non garantisce performance di eccellenza, in quanto tali dati rivelano che nei piccoli ospedali gli esiti dell'infarto miocardico acuto (mortalità entro 30 giorni dal ricovero) sono spesso meno favorevoli rispetto alla media nazionale».  Tuttavia si ritiene «fondamentale la gestione della cronicità sul territorio». L'azienda sanitaria sui problemi di tipo cardio-vascolare pensa a «una rete di servizi presenti sul territorio che devono tendere a impedire che si arrivi al momento critico. In questa prospettiva è fondamentale il modello organizzativo basato sull'intensità di cure, modello studiato per una popolazione numericamente sempre più anziana, affetta quindi da più patologie che si cronicizzano e che è impensabile trattare costantemente con il ricovero». La rete di servizi deve essere costituita dalla cardiologia «che non deve presidiare solo il paziente ricoverato» ma prende in carico il paziente nel momento dell'urgenza e poi lo integra in «una rete che accoglie il paziente in tutte le sue fasi».  Per quanto riguarda l'articolo dal titolo «Vogliono scipparci l'ospedale» l'Asl 6 precisa che «negli ultimi 6-8 mesi il presidio ospedaliero di Cecina è stato al centro di vari potenziamenti dei suoi servizi». Si citano così la terapia intensiva, il rinnovo del pronto soccorso, l'attività di riabilitazione multispecialistica in regime di ricovero, l'elisuperficie, la "breve osservazione" all'interno del pronto soccorso; la nuova macchina per effettuare le risonanze magnetiche.

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di Redazione web