La manifestazione
Casa squillo, confermata la condanna per la Guinet
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ROSIGNANO. Confermata in Cassazione la condanna nei confronti di Corinne Guinet, la cinquantunenne francese arrestata nel maggio dello scorso anno a Castiglioncello dai carabinieri per favoreggiamento, sfruttamento della prostituzione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. I giudici della Suprema corte hanno ribadito la pena di tre anni e sei mesi, oltre al pagamento di 800 euro di multa e all'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Alla donna, al momento libera, il provvedimento è stato notificato lunedì. Considerando la detenzione preventiva, la Guinet deve ancora scontare due anni e otto mesi. Il suo avvocato Giovanni Izzo del foro di Pisa ha trenta giorni di tempo, durante i quali la pena è sospesa, per chiedere la concessione di una misura alternativa alla detenzione in carcere. La Guinet fu arrestata il 10 maggio 2010 nella palazzina di via Boccherini, nella zona del porto turistico, dove secondo le accuse aveva allestito una vera e propria casa di appuntamenti disposta su due appartamenti, uno sopra l'altro. La francese gestiva un fornito giro di ragazze - italiane e straniere, tra cui casalinghe e studentesse - frequentato da una cerchia di clienti, una cinquantina, tutti rosignanesi. All'epoca fu denunciato per favoreggiamento della prostituzione anche un pensionato rosignanese, proprietario dei due appartamenti utilizzati dalla Guinet. Nel computer sequestrato dai carabinieri fu trovato un programma in cui erano registrati i nomi delle ragazze, gli incassi e i gusti dei frequentatori. Durante il blitz vennero confiscati sette conti correnti e cinque libretti al risparmio con sopra diecimila euro. Ma anche contenitori con dentro cocaina, quaranta grammi di sostanza da taglio, quattro grammi di hashish e una bilancina di precisione.
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