Il Tirreno

Parte la caccia al geotermico

La centrale geotermica dell’Enel a Larderello
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La centrale geotermica dell’Enel a Larderello

Azienda di Bolzano chiede di sondare i terreni di 7 comuni

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 CECINA. A caccia di calore sottoterra anche in bassa Val di Cecina. E' l'obiettivo della Geothermics Italy Srl, società di Bolzano che in questi giorni ha presentato alla Regione e al Ministero dei Beni e le Attività Culturali una domanda per attivare il procedimento di «verifica di assoggettabilità». Si tratta cioè di una procedura per ottenere il permesso a ricercare risorse geotermiche nei nostri comuni.  Esattamente a Riparbella, Montescudaio, Guardistallo, Casale M.mo, Cecina, Bibbona e Montecatini Val di Cecina. Un primo passo per costruire, più verso il mare, una nuova Larderello?  E' assolutamente troppo presto per dirlo. Ma l'attenzione delle imprese del settore, alla ricerca di nuove fonti di approvvigionamento, c'è e lo conferma proprio il fatto che una importante società del ramo ha investito risorse per un progetto preliliminare ed uno studio ambientale. Lo scopo è l'identificazione di «rocce contenenti fluidi caldi geotermici». Calore, insomma, per produrre energia. L'area di ricerca è di 87,5 km quadrati ed interessa i suddetti comuni: l'area di Riparbella a nord della 68 fino al comune di Montecatini Val di Cecina, Montescudaio e Guardistallo (dove c'è la superficie interessata più estesa, di 17,1 e 18,8 km2), il territorio di Casale, quello di Cecina (a monte della variante Aurelia) e di Bibbona. Da un punto di vista geostrutturale l'area in esame è situata in una zona di accumulo sedimentario Plio-Quaternaria, nella parte terminale della depressione della Val di Cecina. Nella porzione sud orientale del permesso culmina la dorsale dei monti di Campiglia-Sassetta-Monteverdi. In prossimità dell'alveo del fiume Cecina, s'innalzano i rilievi dei monti di Castellina, Riparbella e Montecatini VdC.  La campagna di ricerca durerà 3 mesi. Si parte con un picchettamento topografico dell'area, lo stendimento dei geofoni (la lunghezza complessiva del profilo è di 15 km), l'acquisizione del materiale e la successiva bonifica ambientale. Dal laboratorio mobile di registrazione il tecnico ordina via radio lo star delle vibrazioni. L'acquisizione sarà eseguita - si legge nel progetto presentato dalla Geothermics Italy attivando in successione un numero di canali e di punti di vibrazione che incidono su sperfici limitate di territorio fino a ricoprire l'intera lunghezza del profilo.  In questi giorni la pratica relativa al permesso di ricerca è arrivata sul tavolo degli uffici tecnici dei comuni interessati, oltre che naturalmente in Regione. L'energia geotermica ha il vantaggio di esseere assai meno inquinante di quella prodotta da petrolio e carbone, per esempio. Ha rifiuti minimi, niente rumore, ed emissioni Co2 basse. Gli svantaggi sono quelli del rischio contaminazione di acque vicine (arsenico, ammoniaca), cattivo odore per l'idrogeno solforato e dell'impatto sul paesaggio. A.R.

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