Il dolore
Troppi rumori notturni, esposto al Comune
I condomini dell'Eco del Mare contro il bagno le Forbici per il prolungarsi delle feste
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CASTIGLIONCELLO. Stop ai rumori notturni dal Bagno Le Forbici. Lo chiedono i condomini del condominio Eco del Mare (74 appartamenti), in via Aurelia a Castiglioncello, che attraverso il loro amministratore - il ragionier Francesco Parlagreco) - hanno inviato un esposto a Comune, vigili urbani, Asl e forze dell'ordine per chiedere l'immediata sospensione di ogni attività musicale serale e notturna. «Sono tre anni - si legge nell'esposto - che questa attività di bagno e ristorazione, in modo sempre più frequente, propone serate a tema, aperitivi/cena, spettacoli disco dance, concerti dal vivo ad orari ed a frequenze sonore che, secondo noi, sono al di fuori dalle leggi vigenti», precisando che sforano anche deroghe, limitabili in ogni caso alle ore 1 per le attività di piano bar. Nell'esposto si fa riferimento anche al regolamento di polizia urbana quanto dice che non è possibile fare rumori o schiamazzi o produrre musica ad alto volume anche all'interno dei pubblici locali». Inoltre si sostiene che l'attività danzante non è consentita nel bagno perché «non contemplata dai regolamenti urbanistici comunali». Si denuciano sforamenti nell'utiizzo della musica mentre vengono pubblicizzate altre serate da discoteca anche su social netwqork dove si scrive che la chiusra della festa è per le 3 di notte. Si ricorda che il «condominio ha più volte provato la strada della collaborazione e della concertazione, facendo presente che il problema del rumore è ampliato in quel sito dalla particolare conformazione orografica della collina retrostante il residence», e si chiede comunque il rispetto di leggi e ordinanze, La verifiche nelle serate, pur regolamentate da deroga, del rispetto degli orari (1.00) e della intensità dei decibel, in base al Regolamento Comunale. Si chiede inoltre di inibire «l'uso smodato di spettacoli pirotecnici, soprattutto in orari post mezzanotte» e di accertare «regolarità che questi "fuochi artificiali" possano essere effettuati in una zona ad alto rischio incendi, a ridosso della macchia mediterranea».
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