La manifestazione
Spiaggia sicura? Ma quello è lungofiume...
Rino Bucci
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La spiaggetta dove la bimba albanese ieri ha rischiato di annegare L'assessore Carli: non è neanche inserita nel piano di salvamento
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CECINA. Una mezz'ora di paura, quattro persone all'ospedale e un principio di annegamento. Dopo l'episodio della bambina albanese di 5 anni che stava per affogare insieme alla madre nel tratto di spiaggia libera tra la foce del fiume Cecina e il porticciolo qualche interrogativo rimane, soprattutto tra i bagnanti che frequentano quella zona. Pochi metri di arenile - una trentina - gettonati per la loro comodità: non lontani dal centro e vicini al parcheggio di via Ginori. Posizione strategica, se non fosse che in quell'area non c'è nessuna delle 13 torrette previste dal piano di salvamento. Nonostante l'acqua sia alta e il mare spesso agitato per la vicinanza con la foce del fiume. La maggioranza delle persone che sceglie quella spiaggetta per prendere il sole è di origine straniera, come tutti i partecipanti alla catena di solidarietà che ha salvato la piccola albanese. «Chi frequenta quella spiaggetta lo fa in modo improprio - spiega l'assessore al demanio Giamila Carli - in realtà quel tratto è fiume, proprio in quel punto c'è la barra del Cecina e il divieto di balneazione più in là. Il tratto di arenile consentito ai villeggianti non sarà più lungo di trenta metri. È per questo motivo che abbiamo deciso di non inserirlo nel piano di salvamento». È per questo che al posto del bagnino c'è un cartello. «Abbiamo messo l'indicazione che sul quel litorale non ci sono baywatch. Chi si butta in acqua e fa il bagno lì lo fa a suo rischio e pericolo. Del resto non possiamo presidiare tutta la costa: è impossibile. I bagnini sorvegliano soltanto i tratti di costa più frequentati. Tra quelli sguarniti restano la parte a sud e a nord del tombolo». Fatto sta che ieri, non pochi bagnanti, dopo aver assistito ad una tragedia sfiorata si chiedevano per quale motivo la "loro" spiaggetta non fosse presidiata. «Ripeto - conclude l'assessore - chi frequenta quella zona lo fa in modo improprio. Comunque non c'è la volontà e la possibilità di piazzare un quel punto un guardaspiaggia. In futuro, con l'arrivo del nuovo porto, quella zona non esisterà neanche più». Dal punto di vista normativo, il Comune è in regola, «basta che l'amministrazione segnali che la spiaggetta non è controllata ed è a posto - spiega Andrea Cecconi della Fin - bisogna vedere se ci sono. Ma non è tutto; deve essere segnalato anche il divieto di balneazione per 50 metri a nord e a sud della foce del fiume. Il problema della sicurezza è annoso. Si dovrebbe capire perché ogni torretta - per legge - dovrebbe essere posta ad 80 metri dalle vicine ma poi si va sempre in deroga e si vedono questi giovani bagnini distanti tra loro anche 300-400 metri. L'ho scritto in tutti i modi, ma per ora in pochi mi hanno ascoltato».
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