Il Tirreno

Bimba di 5 anni rischia di affogare

Andrea Rocchi
Il tratto di spiaggia dove c’è stato il salvataggio
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Il tratto di spiaggia dove c’è stato il salvataggio

La madre si tuffa per aiutarla, entrambe salvate da due bagnanti

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 CECINA. E' stato solo grazie al tempestivo intervento di due bagnanti albanesi che ieri pomeriggio, intorno alle 18 nel tratto di spiaggia libera fra la foce del fiume ed il porticciolo, si è evitata una tragedia. Sono stati attimi di grande paura e spavento, di soccorsi concitati, di ambulanze a sirene spiegate che si sono precipitate nell'area del porticciolo. Alla fine una bambina di 5 anni, anch'essa di origine albanese ma residente a Cecina con i genitori, è stata strappata dalla furia del mare che la stava inghiottendo.  E' stata una catena di soccorsi quella che si è messa in moto: in tre non hanno esitato a rischiare la vita per tirare fuori la piccola dal mare. Tutti albanesi.  A quell'ora, complice un forte vento di ponene, il mare si era increspato. C'erano onde ed una forte corrente che trasportava al largo.  La bambina che abita a Cecina dove il padre è muratore, si trovava con la madre (casalinga) sulla spiaggia libera, quel lembo di sabbia accanto alla foce del fiume Cecina, lato sud, molto frequentato peraltro.  Un tratto di litornale privo di sorveglianza e di postazioni di avvistamento e di salvataggio.  Nonostate il mare sia agitato la bambina entra in acqua lo stesso per fare il bagno. Insieme a lei c'è un'amichetta. Il tempo di percorrere pochi metri, in un punto dove si tocca e le onde e la corrente la trascinano a largo facendola bere, ripetutamente. Si capisce subito che senza un aiuto la piccola rischia di affogare.  Passa un istante e la madre che ha assistito alla scena da riva, comprendendo il pericolo, si getta in acqua urlando. Chiede aiuto agli altri bagnanti. Qualcuno, tra i presenti in spiaggia, allerta il 118. Ma, mentre l'amica riesce ad uscire dal mare, la piccola albanese sta per avere la peggio e insieme a lei anche la madre arrivata per soccorrerla che fatica a raggiungere la figlia ed è in balìa delle onde.  Sul posto si trova un uomo che la cui attenzione è richiamata dalle grida delle giovane donna. Si chiama Agron Lika, anche lui muratore e albanese. Si getta subito in acqua.  Nonostante i suoi 34 anni, fatica ad affrontare la corrente e solo grazie alla mano di un terzo albanese, in piedi scogli riusce a far salire sul molo madre e figlia. Sdraiata a terra dai suoi salvatori la bambina sembra cosciente, ma vomita e tossisce. Ed è comprensibilmente spaventata.  Intanto arrivano tre ambulanze della Pubblica assistenza, due da Bibbona e una da Cecina con il medico a bordo. Il mezzo con il dottore trasporta madre e figlia in codice rosso, gli altri due servono per Agron Lika e l'amichetta della bambina. Vengono trasportate in ospedale, in osservazione. Sono fuori pericolo.  «È stata una brutta avventura», racconta Agron. È seduto su di una sedia a rotelle e aspetta la visita del medico. Non preoccupano le sue condizioni addosso porta solo gli sgraffi e le abrasioni che gli ha causato il mare sbattendolo sugli scogli. «Non conosco bene la famiglia di quella bambina - continua - so che è albanese come me è che suo padre fa il mio stesso lavoro. Ho solo sentito il dovere di aiutarla».

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