Il Tirreno

Caso Lucchini: dopo l’intesa con le banche

Francini interrompe lo sciopero della fame

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 CASTAGNETO. Ha concluso lo sciopero della fame ma non la sua battaglia in difesa di tremila posti di lavoro. Paolo Francini, operaio dell Lucchini e consigliere comunale della Sinistra per Castagneto, ha interrotto ieri il digiuno intrapreso domenica unendosi, nella forma di protesta, al piombinese Mirko Lami, coordinatore delle rsu dell'azienda. Lo ha fatto dopo la notizia dell'accordo. Finalmente c'è la boccata d'ossigeno per il Gruppo Lucchini. Ieri, inatti, dopo una trattativa durata mesi, le banche hanno dato l'ok al piano di ristrutturazione del debito da 770 milioni di euro. Il via libera al piano è stato annunciato dal sottosegretario Saglia nel corso del tavolo che si è tenuto a Roma con i responsabili di sindacati, istituzioni locali e management dell'azienda.  «Ringrazio tutti quanti ci hanno sostenuto in questa lotta - ci ha detto Francini - il vostro giornale che ci ha seguito puntualmente, i miei compagni di lavoro (ieri altri cinque operai avevano intrapreso lo sciopero della fame) e anche i miei avversari politici che hanno capito il senso della protesta». «E' scampato un primo pericolo ma non gli altri. Ora occorre trovare un imprenditore serio con un piano di sviluppo e che la ristrutturazione non avvenga sulle spalle dei lavoratori».

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