Il Tirreno

Vogliono scipparci l'ospedale

 Alessandro Righi (Cecina)
Vogliono scipparci l'ospedale

Intervengano la magistratura e tutte le forze sane

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I casseurs ci riprovano... ma l'ospedale di Cecina non è un container da svuotare. Dopo le battaglie del comitato per la difesa della sanità pubblica e di tutti i cittadini mobilitati che sfociò nell'assemblea aperta tenuta in un palazzo dei congressi traboccante di folla, con altoparlanti esterni per trasmettere il dibattito alle migliaia di cittadini riuniti in piazza, dove i vari Martini, Scura, Rastelli e compagnia "brutta" dovettero piegare il capo, oggi c'è il ritorno di fiamma: non ci stanno proprio i politici a sentirsi al servizio della volontà dei cittadini, a piegarsi alle esigenze della qualità, a privilegiare, come già ampiamente a suo tempo dimostrato, le strutture d'eccellenza, dove costi troppo bassi sembrano renderle poco interessanti. L'ospedale nuovo di Livorno esiste già, è a costo "zero" (cifra che gli piace poco) a pochi km da Livorno, è a Cecina, va riempito, specializzato, fatto funzionare a pieno regime, altro che scippato e svuotato.  Stavolta però suggerisco di partire subito con una battaglia legale, verso chi fa scelte suscettibili di distruggere un prezioso patrimonio costruito nei decenni con cura, perizia e specializzazione, a partire dal fondamentale contributo del dr. Ferruccio Chiesa, con la creazione di un Utic di eccellenza.  Il problema sembra non solo politico ma, soprattutto, penale. Non c'è destra, non c'è sinistra, c'è la legalità, come dice Marco Travaglio: uniamoci per affermarla, per sconfiggere chi non si farebbe scrupolo per interessi non trasparenti, a mettere a repentaglio la salute della popolazione di Val di Cecina che in estate raggiunge 100.000 unità, offendendone l'intelligenza: si faccia luce, in primis la magistratura, su questo anomalo utilizzo di risorse pubbliche. Propongo di unire destra, sinistra, imprenditori, intellettuali, gente comune, preti, associazioni, e la parte sana della maggioranza comunale, che apra una crisi del consiglio comunale, immediata, poiché non è possibile accettare un minuto di più certi soprusi da strapagati eletti dal popolo che invece di farne l'interesse non s'oppongono a che ne venga attentata l'esistenza stessa... dal loro stesso partito!

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