Il Tirreno

«Fu come una scossa elettrica»

«Fu come una scossa elettrica»

Il racconto di un bagnino, ferito nell'estate 2009

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. I segni sulla pelle ormai sono spariti, ma Fabio Melani - 49 anni, responsabile della sicurezza al circolo Canottieri di Rosignano - ricorda bene di cosa è capace una medusa. Due anni fa, mentre nuotava nello specchio d'acqua davanti al circolo dove ancora oggi lavora venne sfiorato dai filamenti di una caravella portoghese, ribattezzata «medusa killer» nell'estate del 2009 quando più di una volta colpì i bagnanti lungo il litorale livornese.  «Erano quasi le 19 e smontato dal turno decisi di tuffarmi nella classica nuotata rilassante - ricorda Fabio Melani - a un certo punto, a circa 150 metri dalla costa, venni sfiorato dai filamenti della caravella. Il dolore fu intenso, terribile come una scossa elettrica, tanto che urlai di dolore. Le ustioni le ho portate addosso per una settimana. Dopo quel caso, per fortuna, non si verificarono altri avvistamenti almeno nella zona dove mi trovo in servizio. Ricordo che mettemmo anche dei cartelli».  E oggi, la situazione meduse com'è? «È presto per tracciare un bilancio però posso dire che oggi non c'è allarme. Al momento si vedono poche meduse, gli avvistamenti si contano sulle dita di una mano. Ovviamente parlo per la zona in cui lavoro io, il litorale di Rosignano. C'è anche da dire che la situazione può cambiare in poco tempo».  In che senso? «Tutto dipende dalle mareggiate: quando il vento gira e si crea corrente si possono vedere diverse meduse spiaggiate a riva. L'acqua si riempie. Sono fastidiose ma niente a che vedere con l'esemplare di caravella portoghese che con i suoi filamenti mi rialzò la pelle della schiena di un centimetro. Quelle speriamo di non vederle più».  Quali sono gli esemplari che capita di trovare? «Sicuramente le meduse rosse, quelle piccole. Hanno i filamenti lunghi che spesso ti sfiorano senza che tu te ne possa accorgere in tempo. Comunque il dolore che causano è sopportabile e in poco tempo sparisce. Basta una semplice pomata». I giovani bagnini sanno come intervenire? «Certo. I ragazzi sono formati, si muovono bene. Se qualche turista viene sfiorato applicano antistaminici, acqua calda o aceto. Ovviamente se la situazione si aggrava cambia tutto; a quel punto serve la guardia medica o un viaggio al pronto soccorso». R.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze