Proteste
«Io continuo lo sciopero della fame»
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Francini (a destra) al corteo con Lami e il sindaco di Piombino Anselmi A Paolo Francini la solidarietà del Tavolo per la pace
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CASTAGNETO. È al secongiorno di sciopero della fame il consigliere comunale Paolo Francini, che da domenica a mezzanotte ha deciso di attuare questa forma estrema di protesta in difesa dei tremila posti di lavoro a rischio alla Lucchini di Piombino, dove il consigliere di Sinistra per Castagneto lavora come operaio dal 1980. Agganciatore ferroviario: una mansione pesante, la sua, è addetto al carico dei vagoni dallo stabilimento alla stazione di Fiorentina. Ed è lì che lo troviamo alle sette del pomeriggio, dopo il corteo e la lunga giornata di lotta che si è conclusa con la scelta di tre operai di arrampicarsi su un silos con striscioni di protesta. Mirko Lami, il sindacalista della Fiom che per primo ha deciso di attuare lo sciopero della fame, l'ha interrotto dopo le assicurazioni della Cgil. Timidi segnali di apertura per il futuro dell'azienda, che però Francini non ha raccolto. «Io continuo la mia protesta - dice - almeno fino all'incontro fissato per mercoledì pomeriggio (domani) a Roma. Le assicurazioni per ora non mi bastano. Anche altri in passato avevano promesso, ma non è stato fatto niente». Sulla fame il consigliere-operaio ironizza. «È presto - dice - e poi ho anche dei chili in più... Certo il lavoro è pesante, ma rimango qui, come sempre al mio posto». La politica nel sangue. Per Paolo Francini, 51 anni, una militanza trentennale nella sinistra, la politica è la prima ragione di vita. Lo sa bene la moglie Luigina Pagni, «che da sempre condivide le mie scelte e mi sta vicino». Entrato nel Pci a vent'anni, Francini è stato segretario di sezione, consigliere comunale dal 1990 con un'interruzione di 4 anni; poi è approdato a Rifondazione e ha dato vita alla Sinistra per Castagneto, di cui è consigliere comunale. Una passione, la politica, e un impegno costanti. Per gli immigrati, per i senza casa. Ora per il lavoro. Che è anche il suo lavoro. Qualche anno fa Francini scrisse una lettera al Tirreno in cui raccontava la fatica di vivere sotto la scacco della precarietà, con salari sempre più bassi, il posto di lavoro a rischio. Tanto da non poter programmare un figlio. Solidarietà dal Tavolo per la pace. A Francini arriva la solidarietà del Tavolo per la pace, di cui il consigliere è stato coordinatore. Gli attuali referenti, Graziano Pacini e Michele Bianchi, «esprimono vicinanza e appoggio ai manifestanti, ma anche estrema preoccupazione per le conseguenze drastiche che ricadrebbero sul futuro socio economico di un territorio vasto che riguarda più province». Lanciano un appello «a chi ha le responsabilità per una soluzione, ma anche a chi potrebbe attivarsi in modo credibile affinché si chiuda positivamente la vertenza». «La nostra vicinanza a Paolo - scrivono - è per rispondere alla sua sensibilità sui temi sociali e del lavoro che purtroppo richiedono in questo momento azioni drammatiche. Drammi umani che mal si conciliano con l'art. 1 della nostra Costituzione». (ALTRI SERVIZI A PAG. 2 E IN CRONACA DI PIOMBINO)
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