Il dolore
Delitto di Vada, si decide a novembre
◗
La vittima Karina Munoz Ieri l'udienza davanti al Gup di uno dei cinque imputati
1 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Ha negato ogni addebito, incalzato dalle domande del piemme Luca Masini. Si è detto estraneo ai reati contestati: rapina e omicidio aggravati. Di fronte al Gup Beatrice Dani, ieri, è stata la volta dell'interrogatorio di Fernando Gomes da Silva. Il 23 giugno scorso erano stati ascoltati gli altri imputati: cinque, in tutto. Accusati, con varie e differenti responsabilità, di aver ucciso il 14 luglio scorso Karina Labezzaris Munoz, prostituta ecuadoregna di 35 anni, trovata morta, dopo essere stata imbavagliata, nell'appartamento di via Gobetti a Vada, dove lavorava. Con Da Silva ci sono Judit Dolores Viejo Enriquez, in arte Katia, ecuadoregna di 36 anni, e i brasiliani Ribeiro Diogo Carvajis, di 25 anni, Rodrigo Romagnoli detto «Paslla di fuoco», 36 anni, Francesco Marcelino Ferreira detto «Frank», 35 anni. Tutti gli imputati, il 23 giugno scorso, avevano scelto il giudizio abbreviato. Tutti tranne Ferenando Gomes che aveva litigato col proprio legale Mario Maggiolo che poi ha rinunciato all'incarico. Tanto cheil giudice aveva rinviato il processo. Ieri, difeso dall'avvocato Ratti, è stato ascoltato proprio Gomes che ha respinto le accuse. L'udienza, col rito abbreviato (che prevede lo sconto della pena fino ad un terzo), è stata aggiornata al 3 e 4 novembre quando ci saranno le requisitorie dei piemme (con Masini anche Paola Rizzo), le arringhe degli avvocati difensori e la sentenza del giudice.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
