Sicurezza
Guerra alle sagre da Confesercenti: basta, è un'invasione
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Confesercenti dichiara guerra alle sagre e alle feste paesane3 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Sono giorni caldi per il turismo. E nell'agenda della Confesercenti, provinciale e locale, non c'è soltanto la battaglia sull'introduzione alla tassa di soggiorno. C'è anche quella contro le sagre paesane. Ormai troppe secondo l'associazione di categoria, che prima di affilare le armi aspetta di vedere i regolamenti richiesti alle amministrazioni comunali sul tema. Ma già ci si prepara al duello: «Vogliamo regole in grado di non penalizzare operatori e ristoratori», spiegano la presidente provinciale Anna Landini e i responsabili locali Umberto Chisci (Cecina) e Paolo Pacini (Bibbona). L'attacco della Confesercenti parte della tassa di soggiorno, soprattutto dopo il caso-Montescudaio.
«Il sindaco Pellegrini - afferma Landini - ha sospeso l'applicazione dell'imposta, ma Confesercenti pisana era già pronta a fare ricorso al Tar e a dire ai propri associati di non riscuotere questo balzello». Sì, perché questa tassa è considerata una gabella dai vertici provinciali e locali dell'associazione di categoria. «È un'imposta completamente sbagliata - prosegue Landini - perché va a svantaggio di un settore già fortemente penalizzato fiscalmente». Landini punta il dito proprio sull'aspetto fiscale. «Le nostre strutture turistiche pagano un Iva del 10%, contro paesi come Spagna e Francia dove è ridotta al 3-4 %. In questo scenario, dunque, introdurre una nuova tassa significa mettere ko il sistema». Confesercenti ha un'alternativa alla tassa? «Sì. Capiamo i bisogni dei Comuni, sempre più in difficoltà nel far quadrare i bilanci. E per questo che abbiamo avanzato una soluzione che sarebbe comunque venuta incontro alle amministrazioni comunali: devolvere 1 punto percentuale di Iva ai Comuni. Ma ci hanno risposto di no». Più che una perplessità, poi, sul sistema di riscossione della tassa in questione. «I titolari delle strutture - spiega Umberto Chisci, presidente della Confesercenti di Cecina - dovranno avere una contabilità a parte per poi girare ai Comuni questi soldi. Questo significa costi di gestione in più, che non possiamo permetterci». Ma le giunte della Bassa Val di Cecina difficilmente rinunceranno a questa imposta, che salvo sorprese sarà applicata dal 2012 in tutto il territorio. «Purtroppo la strada è questa - continua Chisci - e nell'ultima riunione ci siamo alzati sostenendo di essere pronti ad un confronto solo davanti ad un regolamento serio e articolato, in grado almeno di penalizzi nessuna struttura. Finora, infatti, stiamo vedendo solo tanta superficiliatà: non si possono esentare agriturismi e seconde case, ad esempio».
Ma si prevede, presto, un'accesa discussione anche sulle sagre, che in estate caratterizzano la Bassa Val di Cecina, soprattutto le colline. «Non ne possiamo più di queste feste paesane - dicono Landini e Paolo Pacini, presidente della sezione di Bibbona - che ormai monopolizzano l'estate. In particolar modo nel castagneto, assistiamo ha un'invasione di sagre, talvolta camuffate in feste, organizzate da associazioni improvvisate e che magari allestiscono una manifestazione per fare cassa più che per valorizzare il territorio. In alcuni casi non si usano nemmeno prodotti tipici locali. E i Comuni non possono stare a guardare, consentendo a chiunque di allestire eventi del genere». Insomma, per Confesercenti serve al più presto un regolamento che disciplini queste iniziative. «E che tuteli quelle attività che per stare aperti e andare avanti fanno i salti mortali».
«Il sindaco Pellegrini - afferma Landini - ha sospeso l'applicazione dell'imposta, ma Confesercenti pisana era già pronta a fare ricorso al Tar e a dire ai propri associati di non riscuotere questo balzello». Sì, perché questa tassa è considerata una gabella dai vertici provinciali e locali dell'associazione di categoria. «È un'imposta completamente sbagliata - prosegue Landini - perché va a svantaggio di un settore già fortemente penalizzato fiscalmente». Landini punta il dito proprio sull'aspetto fiscale. «Le nostre strutture turistiche pagano un Iva del 10%, contro paesi come Spagna e Francia dove è ridotta al 3-4 %. In questo scenario, dunque, introdurre una nuova tassa significa mettere ko il sistema». Confesercenti ha un'alternativa alla tassa? «Sì. Capiamo i bisogni dei Comuni, sempre più in difficoltà nel far quadrare i bilanci. E per questo che abbiamo avanzato una soluzione che sarebbe comunque venuta incontro alle amministrazioni comunali: devolvere 1 punto percentuale di Iva ai Comuni. Ma ci hanno risposto di no». Più che una perplessità, poi, sul sistema di riscossione della tassa in questione. «I titolari delle strutture - spiega Umberto Chisci, presidente della Confesercenti di Cecina - dovranno avere una contabilità a parte per poi girare ai Comuni questi soldi. Questo significa costi di gestione in più, che non possiamo permetterci». Ma le giunte della Bassa Val di Cecina difficilmente rinunceranno a questa imposta, che salvo sorprese sarà applicata dal 2012 in tutto il territorio. «Purtroppo la strada è questa - continua Chisci - e nell'ultima riunione ci siamo alzati sostenendo di essere pronti ad un confronto solo davanti ad un regolamento serio e articolato, in grado almeno di penalizzi nessuna struttura. Finora, infatti, stiamo vedendo solo tanta superficiliatà: non si possono esentare agriturismi e seconde case, ad esempio».
Ma si prevede, presto, un'accesa discussione anche sulle sagre, che in estate caratterizzano la Bassa Val di Cecina, soprattutto le colline. «Non ne possiamo più di queste feste paesane - dicono Landini e Paolo Pacini, presidente della sezione di Bibbona - che ormai monopolizzano l'estate. In particolar modo nel castagneto, assistiamo ha un'invasione di sagre, talvolta camuffate in feste, organizzate da associazioni improvvisate e che magari allestiscono una manifestazione per fare cassa più che per valorizzare il territorio. In alcuni casi non si usano nemmeno prodotti tipici locali. E i Comuni non possono stare a guardare, consentendo a chiunque di allestire eventi del genere». Insomma, per Confesercenti serve al più presto un regolamento che disciplini queste iniziative. «E che tuteli quelle attività che per stare aperti e andare avanti fanno i salti mortali».
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