Il Tirreno

Aprire alle 18, la proposta piace ma serve una programmazione

Tutti divisi sugli orari

Rino Bucci
Veduta di corso Matteotti
◗
Veduta di corso Matteotti

I negozianti: «Ma alle 16 sul Corso non c'è nessuno»

3 MINUTI DI LETTURA





 CECINA. "Gli esercizi di vendita possono stare aperti in tutti i giorni della settimana dalle 7 alle 22. Dalla settimana precedente la Pasqua al 31 ottobre dello stesso anno l'apertura può essere protratta fino alle 24".  È quanto stabilisce il Piano del commercio approvato nel 2009. Sebbene il documento dia il via libera alla saracinesca fino a tarda notte, gli esercizi che sfruttano a pieno il provvedimento - specialmente d'estate - sono pochi. Sono invece, numerose le voci, le proposte e i punti di vista su modi e i tempi di apertura "più convenienti". Alla fine però, senza una linea comune, ognuno fa un po' come gli pare. Abbiamo fatto "due passi" lungo corso Matteotti per capire abitudini e avere le opinioni degli esercenti. «Sono anni che propongo di spostare le aperture nel periodo turistico - spiega Roberto Bartoli di Benetton - per quanto mi riguarda penso che ci sarebbero più vantaggi. I turisti non vengono in centro alle 16. Sono dell'opinione che dal giovedì alla domenica le saracinesche dovrebbero rimanere alzate anche dopo cena. I detrattori mi diranno che Cecina non è Marina, io sostengo invece che si debba offrire un servizio ai turisti in modo che da Marina si spostino per una passeggiata serale a Cecina».  Non tutti però concordano con questa linea, anche all'interno del Centro commerciale naturale. «Sono dell'idea che sia giusto spostare l'apertura d'estate - sostiene Margherita Cappagli di Vicolo 11 - magari proponendo un orario che vada dalle 17.30 alle 21. Anche perché prima delle 17 è difficile vedere persone nei negozi. Altro discorso sono le aperture serali, lì la situazione si fa spinosa: chi non ha molti dipendenti fatica a garantire la saracinesca alzata per quattro sere di fila». C'è poi chi sposa la visione «classica» del commercio, «per quanto mi riguarda - spiega Giovanni Rindi di Satoma - ho i clienti anche alle 16, quindi non è che mi convenga molto stravolgere l'orario. È giusto che il commercio non sia snaturato». Sabina Mori, della gioielleria "La gazza ladra" sostiene che il problema sia di coesione. «Le iniziative funzionano se vengono seguite in massa - spiega - sono invece inutili se a voler cambiare sono in pochi. Personalmente ritengo che spostare l'apertura estiva vada a vantaggio di tutti. Io arrivo in negozio alle 16.30 e a quell'ora non è che ci sia un gran movimento».  Per Catia Giannoni della profumeria Giuse, «il solo fatto di vedere le vetrine accese sarebbe una calamita per i turisti. Sono 25 anni che sogno un cambiamento del genere. La nostra forza sono 240 negozi su 3 chilometri di strada. Se decidiamo di aprire tutti insieme e ad orari concordati le persone verrebbero a Cecina di corsa. Ci sono molti villeggianti che arrivano in corso Matteotti e si stupiscono nel vedere i negozi chiusi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web