Il Tirreno

«Parto indolore, Utic, liste di attesa, servizi: c’è ancora molto da fare»

Non solo pronto soccorso

L’ingresso del nuovo pronto soccorso
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L’ingresso del nuovo pronto soccorso

Barabino (Pdl) rilancia l'accorpamento con Pisa

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 CECINA. Tempo fa aveva lanciato la proposta, che pareva un po' provocatoria. Ma Paolo Barabino, capogruppo Pdl, all'accorpamento dell'ospedale di Cecina con quello di Pisa ci crede davvero. Parla di area vasta, Barabino, e lancia la sfida sia al direttore Asl che ai sindaci: «Sono certo - scrive - che la direttrice Monica Calamai abbia capacità e ingegno per attuare una serie di dinamiche, basterebbe lo volesse; viceversa, ricorderemo lei e i sindaci del nostro territorio come coloro che hanno reso l'ospedale di Cecina un bel pronto soccorso, ma non in grado di dispensare cure e prestazioni chirurgiche adeguate».  Barabino torna indietro di alcuni giorni, all'inaugurazione del pronto soccorso: «Le istituzioni e le forze di maggioranza di Cecina, mentre il nostro gruppo consiliare assumeva posizioni critiche verso la riorganizzazione dell'ospedale, sono inizialmente rimaste in silenzio, poi hanno a loro volta esternato qualche malumore. In occasione dell'inaugurazione del riorganizzato pronto soccorso i sindaci di Cecina e Rosignano hanno espresso compiacimento per l'operato della Asl 6. Diversamente noi riteniamo che sull'ospedale di Cecina non si debba abbassare la guardia e che sia anzi indispensabile tenere alto il livello di attenzione».  Barabino prosegue così: «Va bene la ristrutturazione del pronto soccorso (anche se, davanti alle evidenze degli scorsi anni, sembra quasi il minimo dovuto) e il potenziamento della diagnostica, è vero che le battaglie sino a oggi condotte anche dal nostro gruppo hanno portato a qualcosa (la dichiarata volontà di ripristinare gli ambulatori di filtro per gli accertamenti cardiologici e il mancato depotenziamento della ginecologia con la nomina, seppur temporanea, di un primario) ma vi è ancora moltissimo da fare». «Tra le altre cose - aggiunge il capogruppo Pdl - i "tecnici" riferiscono che il pronto soccorso deve essere dotato di più personale, con la ginecologia si dovrebbero fare passi avanti introducendo il parto indolore, l'Utic dovrebbe essere ripristinata nella sua precedente conformazione, i tempi delle liste di attesa sono vergognosi, l'adottato sistema per intensità di cure necessita di servizi sul territorio a oggi inesistenti, il reparto di riabilitazione funzionale esiste più di nome che di fatto con pochi letti e uno scarso rendimento rispetto alle energie profuse, complicato dal trasferimento di una riabilitazione cardiologica peggiorata nella qualità di assistenza in termini di tecnologia e di difficoltà di gestione rispetto agli anni precedenti».  Ed ecco Pisa: «Nel frattempo - dice Barabino - l'affidamento al territorio della gestione delle malattie croniche ha portato a un grosso afflusso di pazienti della Asl 6 verso l'ospedale di Pisa, specie al centro antidiabetico; un flusso che sempre più si fa pisano al punto da corroborare l'idea, che ho già illustrato in precedenti interventi, di un ospedale di Cecina che abbia come interlocutore diretto Pisa, non più Livorno. In una reale ottica di area vasta, l'ospedale di Cecina diverrebbe un "ponte" tra Piombino (Val di Cornia) e Pisa, non vi sarebbe (come non vi è) la necessità della costruzione dei due nuovi ospedali di Livorno e Riotorto, avremmo la possibilità di stornare enormi risorse, perché no, anche verso i servizi territoriali oggi del tutto assenti (tra gli altri, la telemedicina). Duplice il risultato positivo: risparmio e riorganizzazione del territorio».

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