Sicurezza
La titolare gli versò sulla Postepay 1.500 euro con cui avrebbe dovuto pagare l’albergo agli altri operai
Tenne per sé i rimborsi, condannato
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Il giudice Del FornoAppropriazione indebita: quattro mesi all'ex dipendente di una ditta
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CECINA. Quei soldi dovevano servire a pagare l'albergo per se stesso e per gli altri operai mentre lui, dopo aver avuto l'accredito sulla Postepay, se li trattenne. E così è stato condannato a quattro mesi di reclusione e al pagamento di 200 euro di multa (pena sospesa) per appropriazione indebita. Si tratta di Lorenzo Locci, 53 anni, cagliaritano residente a Rosignano. Il processo di primo grado si è appena concluso in tribunale a Cecina davanti al giudice Antonio Del Forno (pubblico ministero Antonella Tenerani).
I fatti risalgono al maggio del 2007, quando Locci era ancora alle dipendenze della Ros Meccanica Sas. Fu la socia accomandataria Alexandrina Nicoleta Grenros, di Città di Castello (Perugia) a denunciarlo in commissariato. La donna disse di aver incaricato Locci «di occuparsi del personale comandato per un lavoro alla Spezia, curandone l'alloggio all'hotel Il Mulino di San Terenzio.
Versai 1.500 euro sulla Postepay di Locci per saldare la fattura e versare la differenza ai dipendenti per altre spese anticipate dagli stessi». Successivamente, aggiunse la donna alla polizia, «fui contattata dal proprietario dell'albergo che mi sollecitava il pagamento non ancora effettuato. Provai a chiederne conto al Locci ma non ebbi riscontri. Nel frattempo il rapporto di lavoro con lui fu interrotto per altre irregolerità». Sentito nel corso delle indagini, Locci (difeso in aula dall'avvocato Francesco Donati) spiegò che quei soldi corrispondevano alle spese sostenute da lui stesso in base ad accordi presi con quello che lui considerava il titolare della ditta, Piero Crocioni (marito della Grenros). Ma il giudice è stato di diverso avviso.
I fatti risalgono al maggio del 2007, quando Locci era ancora alle dipendenze della Ros Meccanica Sas. Fu la socia accomandataria Alexandrina Nicoleta Grenros, di Città di Castello (Perugia) a denunciarlo in commissariato. La donna disse di aver incaricato Locci «di occuparsi del personale comandato per un lavoro alla Spezia, curandone l'alloggio all'hotel Il Mulino di San Terenzio.
Versai 1.500 euro sulla Postepay di Locci per saldare la fattura e versare la differenza ai dipendenti per altre spese anticipate dagli stessi». Successivamente, aggiunse la donna alla polizia, «fui contattata dal proprietario dell'albergo che mi sollecitava il pagamento non ancora effettuato. Provai a chiederne conto al Locci ma non ebbi riscontri. Nel frattempo il rapporto di lavoro con lui fu interrotto per altre irregolerità». Sentito nel corso delle indagini, Locci (difeso in aula dall'avvocato Francesco Donati) spiegò che quei soldi corrispondevano alle spese sostenute da lui stesso in base ad accordi presi con quello che lui considerava il titolare della ditta, Piero Crocioni (marito della Grenros). Ma il giudice è stato di diverso avviso.
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