Il dolore
Ineos, joint venture con colosso tedesco per le plastiche dure
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Una veduta dall’alto del parco industriale di Rosignano Solvay2 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. È' tempo di fusioni nel parco industriali. Dopo quella di Solvay, ora è la volta di Ineos. Ma attenzione: in questo caso non si tratta di un'opa, ma di una joint venture. Con chi? Con il colosso tedesco della chimica Basf. L'accordo, maturato tra i due colossi alla fine ne di maggio, ha avuto il sì definitivo della commissione dell'Unione europea soltanto in questi giorni. Commissione che, tuttavia, ha posto delle condizioni per unire li business delle due aziende.
Ma su cosa punta questa joint venture? E che ripercussioni ha su Ineos? Partiamo dalla prima domanda. Il nuovo soggetto si chiamerà Styrolution e il suo obiettivo sarà quello di imporsi come leader mondiale nel mercato degli stirenici (che per Ineos nel 2010 ha generato vendite per 2,8 miliardi di euro), ovvero le plastiche più resistenti, che trovano utilizzo nei prodotti per la famiglia e gli uffici, nei mezzi elettronici e nel settore automobilistico. La sede centrale dell'azienda sarà a Francofrorte e le azioni della join venture saranno equamente divise: 50 % Ineos, 50% Basf.
La Ue, però, per motivi di antitrust ha messo un paletto a questa unione: le parti dovranno vendere un sito di produzione targato Ineos presente in Spagna. E veniamo alla seconda questione: le ripercussioni sull'impianto di Rosignano. «La joint venture - spiega Stefano Santini, rsu Ineos - non riguarda direttamente il nostro sito, visto che qui non produciamo stirenici.
Ma ero presente alla riunione europea dei sindacati di Ineos quando fu data la notizia dell'accordo con Basf. Nell'occasione, fu ribadita l'importanza del sito rosignanese per almeno tre motivi: le specialità di polietilene prodotte, la ricerca che viene portata avanti e la competitività sul mercato. Fattori che possono far stare tranquilli i nostri 183 dipendenti».
Ma su cosa punta questa joint venture? E che ripercussioni ha su Ineos? Partiamo dalla prima domanda. Il nuovo soggetto si chiamerà Styrolution e il suo obiettivo sarà quello di imporsi come leader mondiale nel mercato degli stirenici (che per Ineos nel 2010 ha generato vendite per 2,8 miliardi di euro), ovvero le plastiche più resistenti, che trovano utilizzo nei prodotti per la famiglia e gli uffici, nei mezzi elettronici e nel settore automobilistico. La sede centrale dell'azienda sarà a Francofrorte e le azioni della join venture saranno equamente divise: 50 % Ineos, 50% Basf.
La Ue, però, per motivi di antitrust ha messo un paletto a questa unione: le parti dovranno vendere un sito di produzione targato Ineos presente in Spagna. E veniamo alla seconda questione: le ripercussioni sull'impianto di Rosignano. «La joint venture - spiega Stefano Santini, rsu Ineos - non riguarda direttamente il nostro sito, visto che qui non produciamo stirenici.
Ma ero presente alla riunione europea dei sindacati di Ineos quando fu data la notizia dell'accordo con Basf. Nell'occasione, fu ribadita l'importanza del sito rosignanese per almeno tre motivi: le specialità di polietilene prodotte, la ricerca che viene portata avanti e la competitività sul mercato. Fattori che possono far stare tranquilli i nostri 183 dipendenti».
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