Proteste
«Troppa rivalità tra insegnanti»
Alessandro Bientinesi
◗
LAquilone, la scuola materna di Marina I genitori: sapevamo, ma i nostri figli non hanno mai avuto paura
3 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Due recite separate: un gruppo di bambini con le insegnanti a teatro, l'altro con altre insegnanti all'asilo. A Natale e alla fine dell'anno, ormai da tempo, la scuola dell'infanzia Aquilone di Cecina Mare era spaccata in due. In un giorno di festa. La frattura era sotto gli occhi di tutti, ogni giorno. Ce lo confermano tanti genitori di alunni che, pur volendo restare anonimi, ammettono che un clima di tensione, in particolare tra le maestre, durava da un decennio. Hanno accettato di parlare genitori di ex alunni e di bambini che ancora oggi frequentano la scuola. Nessuno, è bene sottolinearlo, ha mai notato atteggiamenti strani da parte dei figli, come invece sostengono le due famiglie che hanno dato il via all'inchiesta. «I nostri bambini non hanno mai avuto paura di andare a scuola - spiegano - e i rapporti con le insegnanti, anche le due coinvolte nell'inchiesta, sono sempre stati buoni. Non è un segreto però che ci fosse da tempo un clima molto teso e di continua competizione tra insegnanti». Competizione: questa è forse la base della spaccatura. «Non sta a noi giudicare i metodi educativi - spiegano ancora i genitori - ma abbiamo avuto modo di appurare la totale mancanza di collaborazione tra le due parti. Anzi, molto spesso una tendeva a ostacolare l'altra. Invidie, dicerie e piccoli dispetti erano all'ordine del giorno. Spesso le persone che lavoravano nella scuola neanche si salutavano più e in alcuni casi non rivolgevano il saluto neppure a certi genitori. Nessuna violenza fisica o psicologica verso i bambini, certo, piuttosto chi sembrava accusare dei forti malesseri erano gli adulti. Molti insegnanti, ma anche bidelli e altro personale, hanno lasciato la scuola per questo». A denunciare quest'aria sempre più pesante, lo ricordiamo, non sono i genitori che non approvavano i metodi andati sotto la lente dell'inchiesta. Sono, anzi, coloro che ammettono come il rapporto tra i loro figli e le insegnanti fosse ottimo. Ma alla domanda se oggi manderebbero nuovamente i figli all'Aquilone, tutti danno la stessa risposta: «Non credo e tutto il putiferio che si è scatenato in questi giorni non c'entra. Da anni si sente dire di tutto sull'Aquilone. Voci e dicerie ci sono su tutte le scuole, ma se dopo dieci anni continuano una base di verità ci dovrà pur essere. Ai nostri bambini non è accaduto nulla, è vero, ma i problemi ci sono. Per anni le tensioni tra insegnanti sono state sottovalutate e in alcuni casi mal gestite dal direttore Martelli. Non gliene facciamo una colpa, ma buttare acqua sul fuoco in questo caso non è stato un atteggiamento in grado di risolvere il problema che ora è degenerato». Ieri, all'uscita di scuola intorno alle 12.30, un capannello di genitori, zii e nonni commentava, più sorpreso che preoccupato, la notizia dell'inchiesta sulle due insegnanti. «Con le maestre non siamo entrati nei dettagli - hanno precisato alcuni - ma è stata valutata la possibilità di firmare una lettera a loro sostegno con cui ci dissociamo dalla denuncia fatta ai carabinieri». Nuovamente una fazione contro l'altra.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
