Sicurezza
Due maestre sotto inchiesta
Alessandro De Gregorio
Alta tensione all'asilo Aquilone per i metodi d'insegnamento
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CECINA. C'è chi ha cambiato sezione e chi ha ritirato il figlio dall'asilo. C'è chi ha denunciato quelle due maestre. E ci sono le altre maestre che si sono sollevate contro le due colleghe. Il bubbone è scoppiato all'Aquilone, la scuola statale dell'infanzia di via Toscana a Marina. L'istituto si trova al centro di una doppia inchiesta: una amministrativa interna e una condotta dai carabinieri. In entrambi i casi si sta cercando di appurare se i metodi educativi di un paio di insegnanti siano da considerare ortodossi oppure no. Stando a quanto denunciano due coppie di genitori, non lo sono affatto. Hyde park e punture. I genitori accusano le maestre di aver imposto ai bambini un gioco chiamato Hyde Park, mutuato da un metodo in voga tra gli psicoterapeuti americani. Consiste nel prendere un paziente alla volta (in questo caso un bambino), metterlo al centro del gruppo e fargli raccontare quel che secondo lui non va a casa sua. I rapporti con i genitori, fratelli e sorelle, nonni eccetera. Il secondo è il «sistema della puntura» adottato per indurre i bambini a mangiare tirando giù i pantaloncini o la gonnellina ai recalcitranti e fingendo di fare un'iniezione. In altri casi, sempre secondo le denunce, i bambini disappetenti o svogliati sarebbero stati messi in mezzo agli altri e derisi, mortificati, fatti piangere. Proteste e denunce. Tutto da verificare, certo. Fatto sta che un paio di famiglie hanno detto di aver notato qualcosa di strano nel comportamento dei figli. A cominciare dalla paura di mangiare all'asilo. Così due genitori hanno chiesto che il bambino fosse messo in un'altra sezione e un'altra coppia ha ritirato il figlio dalla scuola di via Toscana. Una situazione che sarebbe andata avanti almeno dallo scorso anno scolastico e si sarebbe protratta per quello appena finito. Mormorii diventati proteste e infine denunce. Ce ne sono un paio depositate alla caserma dei carabinieri di Cecina. Clima teso. Realtà o fantasia dei bambini? E' quanto stanno di accertare sia i militari che gli ispettori scolastici. Secondo il dirigente dell'asilo, Mauro Martelli, «le accuse di alcuni genitori e le polemiche tra le insegnanti sono due faccende distinte, da chiarire con calma. E comunque nel primo caso non c'erano gli elementi per disporre una sospensione d'urgenza delle maestre». Certo il clima non deve essere dei migliori all'interno della scuola, perché durante questa doppia inchiesta altre cinque insegnanti hanno preso le distanze dalle due colleghe. Da una in particolare, la più anziana, alla quale vengono attribuiti il giochino di Hyde park e quello della puntura. Cinque insegnanti che sono tornate a bussare alla porta del provveditore Elisa Amato sollecitando un incontro. Lettera al provveditore. «Riteniamo - scrivono le insegnanti - che sia nostro diritto-dovere quello di esporle ciò che per anni abbiamo vissuto sulla nostra pelle e che, lentamente, sta compromettendo il buon nome della nostra scuola, ledendo al contempo la professionalità e la dignità di alcune colleghe. L'ispettore non ci ha dato modo di parlare, avendoci riunite tutte insieme e in maniera frettolosa, ascoltandoci solo per pochi minuti. Certo non sta a noi giudicare l'operato dell'ispettore e sappiamo benissimo che c'è un'inchiesta in atto. Avvertiamo però l'esigenza di aver un colloquio con lei, convinte che l'esprimerle di persona la nostra esperienza sia importante. Un'ultima considerazione: sono dieci anni che tentiamo di far sentire la nostra voce, se qualcuno ci avesse ascoltate certo oggi non assisteremmo a tutto ciò che sta accadendo». Fissato un incontro. Parole dure, anche se non vengono riferiti fatti specifici. L'incontro comunque è stato fissato al 4 luglio. Lo conferma la dottoressa Amato, che sul resto mantiene un comprensibile riserbo: «E' una vicenda assai complessa e tutta da chiarire, siamo in attesa della relazione dell'ispettore regionale e dell'esito degli accertamenti da parte dei carabinieri. Di più non posso dire». Le indagini. Carabinieri che intanto hanno acquisito una serie di atti: relazioni di ispettori, dirigenti e lettere dei genitori inviate a suo tempo alla scuola. In questi giorni gli inquirenti stanno chiamando un po' tutte le parti interessate, ma non hanno ancora parlato con le due maestre in questione. A precisarlo è l'avvocato di una di esse, che ci ha telefonato ieri sera avendo appreso che stavamo lavorando su questa notizia. Non ci sono indagati, è bene sottolinearlo (per questo non facciamo nomi) e non sono stati adottati provvedimenti da parte della scuola. Tutto dipenderà dalla relazione dell'ispettore regionale. In base a quella potrebbero scattare misure disciplinari. In caso di sospensione fino a dieci giorni sarebbe competente il direttore didattico, per sanzioni più gravi lo sarebbe l'ufficio provinciale. Se poi gli accertamenti dei carabinieri dovessero condurre a ipotesi di reato l'inchiesta interna verrebbe a sua volta sospesa.
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