Il Tirreno

Il caso. Appello dei rappresentanti della frazione: «Il Comune mantenga la promessa»

Vada rivuole quelle sei panchine nella pineta

Angelo Mengozzi
Due delle panchine eliminate
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Due delle panchine eliminate

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VADA. Sono passati ormai parecchi mesi da quella richiesta. Fu in occasione dell'esposizione del bilancio del Comune di Rosignano che, alcuni esponenti della comunità di Vada, fecero ai due rappresentanti della giunta la richiesta di ricostruire i sei tavoli in legno che esistevano nel parco pubblico al cimitero di Vada. Quando alcuni anni fa la società Solvay regalò questo bel pezzo di pineta, insieme al terreno degli orti dei pensionati, il parco in questione era dotato di rustici tavoli in legno per il riposo, la sosta e le merende di quanti volevano approfittare dell'ombra dei grandi pin.  I richiedenti, consapevoli della ridotta cifra impegnata e occorrente, pensavano che i due assessori Donati e Benini, realizzassero in modo sollecito le loro aspettative. Invece è stata un'attesa vana. Eppure coloro che fecero tale richiesta, erano rappresentnati di prima categoria del paese di Vada. La richiesta ufficiale fu di Franco Scarpellini - presidente del consiglio dei concessionari degli orti pensionati (40 orti), appoggiato nella richiesta dal presidente del Circolo Nautico vadese (con oltre 450 soci) Mario Baldeschi e da Roberto Creatini, presidente della Pro Loco di Vada. Richiesta non certo onerosa. Tanto più che si trattava di un ripristino di manufatti danneggiati dai vandali che richiedevano poca spesa.  Dopo tanto attendere, ora i rappresentanti vadesi fanno appello al sindaco Franchi per risolvere, attraverso Il Tirreno, un piccolo problema tanto atteso dalla comunità. «Ed è anche per questo che a Vada si dice che le voci dei rappresentanti delle frazioni del comune di Rosignano sono poco ascoltate».

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