Il Tirreno

SANITA’

Sulla cardiologia solo passi indietro

Luciano Nicolini
Sulla cardiologia solo passi indietro

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Lettera aperta ai sindaci sulla sanità cecinese.  Egregi signori sindaci, come ovviamente sapete, da alcuni mesi la nostra Asl ha attivato il trattamento degli infartuati cardiaci presso la Cardiologia di Livorno, mediante la riapertura delle arterie del cuore (a febbraio scorso era toccato a me; che fortuna ho avuto, la Cardiologia è stata "ridimensionata" subito dopo). Pochi giorni fa, ho incontrato alcune persone recentemente colpite da infarto; da loro ho saputo che questo sistema è inefficiente. Questi amici mi hanno parlato di attesa di due o addirittura tre ore (trascorse tra pronto soccorso di Cecina, arrivo dell'ambulanza, viaggio per Livorno) prima che l'agognato palloncino fosse gonfiato per liberare l'arteria chiusa e ridare ossigeno al cuore. Basta una breve ricerca su internet per sapere che quel palloncino, per salvare le vite, deve essere gonfiato molto, molto prima, altrimenti meglio le terapie farmacologiche. Mi sembra evidente che il tempo di trasporto da Cecina a Livorno è troppo quando ogni minuto vuol dire vita o morte. Figuriamoci per le persone che vengono da Piombino!  Ma c'è anche un'altra riflessione da fare: quel tipo di trattamento era già attuabile da oltre dieci anni all'ospedale di Cisanello, con tempi di trasporto simili a quelli per Livorno. Questa "rivoluzionaria" apertura del centro livornese non ha cambiato proprio niente per noi. Riassumiamo la prospettiva di un cittadino colpito da infarto nelle zone da voi amministrate. Se arriva al pronto soccorso di Cecina viene inviato a Livorno, dopo un'attesa lunga e pericolosa. Se arriva al pronto soccorso di Piombino, la strada della riapertura con il palloncino è chiusa a priori, perché mai e poi mai il tempo di trasporto per Livorno consentirà di intraprenderla.  Ma il peggio dovrà, probabilmente, ancora venire. leggo che il direttore generale afferma "...Non ho alcun problema nel dire che con un bravo rianimatore mi sentirei tranquilla al pari di un cardiologo". Traduzione: tra pochi mesi a Cecina i cardiopatici in fase acuta saranno trattati da altri medici. A questo punto vi domando: considerate queste scelte razionali?  Perché non aprire un centro per la cura dell'infarto mediante angioplastica presso l'ospedale di Cecina (che è moderno, con ampi spazi non utilizzati, ben posizionato rispetto alle vie di comunicazione)?

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