Il Tirreno

Notte blu, il giallo dell'alcol

Rino Bucci
Alcolici in vendita al bancone di un bar
◗
Alcolici in vendita al bancone di un bar

Il prefetto vieta la vendita di liquori. Poi fa retromarcia

2 MINUTI DI LETTURA





 CECINA. Le parti in causa cercano di ridimensionare la portata del documento. Alla fine chi parteciperà alla Notte blu di stasera si divertirà. Dopotutto è una festa. Ma non c'è dubbio che quel provvedimento partito dalla prefettura ieri mattina e destinato a tutti i soggetti coinvolti nel mega-party livornese, un po' di scompiglio l'ha generato. E lascia ancora spazio a qualche perplessità o meglio a interpretazioni.  Il comunicato. «Per prevenire situazioni pregiudizievoli per l'ordine e per la sicurezza pubblica riconducibili all'uso eccessivo di alcolici e superalcolici - si legge - il prefetto Domenico Mannino, con provvedimento del 16 giugno 2011, ha disposto il divieto di vendita di bevande superalcoliche ed il divieto di vendita per asporto, in forma sia fissa che ambulante, di bevande alcoliche».  Chi ha letto la nota stampa l'ha subito interpretata più o meno così: durante la serata scordatevi i superalcolici (drinks da 21 gandi in su), sono concessi gli alcolici ma solo se consumati sul posto.  Preoccupazione. I primi a opporsi al provvedimento sono stati gli organizzatori degli eventi; loro guadagnano sulle bevute. «Eravamo pronti a fermare il beach party - spiega Mario Vitone, uno degli ideatori - abbiamo saputo del documento solo alla vigilia della Notte blu: un fulmine a ciel sereno. Allestire una festa e poi riempirla di divieti è una contraddizione. Anche perché riguarda tutta la provincia, dai chioschi ai grandi palchi. Per fortuna è stata fatta chiarezza».  Dietrofront o quasi. Allertato dagli organizzatori, l'assessore provinciale Paolo Pacini si è interessato con il prefetto. «È vero, c'è stato un problema di interpretazione - spiega Pacini - ma tutto è a posto. Le bevande sia alcoliche che superalcoliche verranno vendute dagli esercizi pubblici. È vietato solo l'asporto». Per capirsi: non è possibile entrare in un bar o in un supermercato e portarsi via una bottiglia di whisky per scolarsela all'aperto. «È chiaro l'intento - continua Pacini - si vogliono limitare espisodi pericolosi». L'assessore precisa anche che verrà pubblicato un altro documento a scanso di equivoci. Su questo punto però lo scenario diventa fumoso visto che la prefettura per voce del vicario Girolamo Bonfissuto precisa che «non ci sarà nessun altro comunicato, non ce n'è bisogno. La vendita di bevande alcoliche e superalcoliche sarà concessa. È vietato invece l'asporto». Sulla parola chiarezza è stata fatta, sul testo restano le interpretazioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa