Italia
Invece noi. Parlano due psicologhe e un’educatrice
Quell'amico a quattro zampe tra i banchi di una scuola
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Il logo dell’associazione Haccompagnami di Rosignano2 MINUTI DI LETTURA
Siamo un'equipe composta da due psicologhe e un'educatrice professionale. Lavoriamo nelle scuole di Rosignano. Dopo aver frequentato il master in "attività e terapie coadiuvate con il cane", più comunemente conosciuta come "pet-therapy", abbiamo presentato dei progetti per le classi e gli alunni diversamente abili. Il cane è un elemento fortemente motivante e stimolante che serve da catalizzatore per vari processi (emotivi, relazionali e comportamentali).
La relazione con il cane non è lo scopo ma il mezzo attraverso il quale ottenere cambiamenti positivi, evidenziando che il tutto deve essere gestito da persone competenti e formate. Con i nostri partner a 4 zampe siamo entrati nella scuola elementare Europa. Il progetto è stato strutturato per un alunno, di quinta, affetto da sindrome autistica. Tale sindrome rende difficile la relazione e la comunicazione con questi soggetti: per questo non sapevamo né noi operatori, né l'insegnante di sostegno come avrebbe reagito al progetto.
Sono stati programmati 10 incontri, dove abbiamo assistito alla magia della relazione bambino/cane, che si basa su gesti semplici e diretti: il nostro bambino che solitamente è interessato a poco o niente, che a fatica accetta di interagire stando alle regole, inizia con una carezza fugace, prende il guinzaglio, ride quando Hookipa o Vichi abbaiano. E, ciliegina sulla torta, si sdraia addosso a loro giocando con la coda.
Mentre fa tutto questo le sue stereotipie si fermano e a guardarlo insieme ai cani, così tranquillo, percepiamo un senso di pace e questo ci lascia emozionate e sorprese: "non sembra neanche il solito bimbo", dice l'insegnante di sostegno. Elisa Guerrieri, Michela Becuzzi e Bianca Baldasseroni (associazione Con-Fido) (chi vuole inviare la propria testimonianza sul mondo dell'handicap può scrivere a assoc.haccompagnami@tiscali.it oppure cecina.it@iltirreno.it)-
La relazione con il cane non è lo scopo ma il mezzo attraverso il quale ottenere cambiamenti positivi, evidenziando che il tutto deve essere gestito da persone competenti e formate. Con i nostri partner a 4 zampe siamo entrati nella scuola elementare Europa. Il progetto è stato strutturato per un alunno, di quinta, affetto da sindrome autistica. Tale sindrome rende difficile la relazione e la comunicazione con questi soggetti: per questo non sapevamo né noi operatori, né l'insegnante di sostegno come avrebbe reagito al progetto.
Sono stati programmati 10 incontri, dove abbiamo assistito alla magia della relazione bambino/cane, che si basa su gesti semplici e diretti: il nostro bambino che solitamente è interessato a poco o niente, che a fatica accetta di interagire stando alle regole, inizia con una carezza fugace, prende il guinzaglio, ride quando Hookipa o Vichi abbaiano. E, ciliegina sulla torta, si sdraia addosso a loro giocando con la coda.
Mentre fa tutto questo le sue stereotipie si fermano e a guardarlo insieme ai cani, così tranquillo, percepiamo un senso di pace e questo ci lascia emozionate e sorprese: "non sembra neanche il solito bimbo", dice l'insegnante di sostegno. Elisa Guerrieri, Michela Becuzzi e Bianca Baldasseroni (associazione Con-Fido) (chi vuole inviare la propria testimonianza sul mondo dell'handicap può scrivere a assoc.haccompagnami@tiscali.it oppure cecina.it@iltirreno.it)-
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