La manifestazione
Sporco ed erba alta: non c'è proprio pace per Villa Guerrazzi
Rino Bucci
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Muretto franato, erba alta e sporcizia a Villa Guerrazzi; in alto una delle discariche abusive alla Magona3 MINUTI DI LETTURA
CECINA. È una delle bellezze della Costa degli Etruschi, consigliata anche dalla guida Lonely Planet su Toscana e Umbria (pag. 221). Ma il turista che avesse la malaugurata idea di visitare Villa Guerrazzi si troverebbe a vivere uno spettacolo ben differente da quello descritto dalla celebre guida. A un anno preciso dall'ultimo viaggio del "Tirreno" lungo i viali della vecchia dimora di Francesco Guerrazzi ben poco è cambiato. Praticamente nulla. La situazione era stata denunciata anche qualche mese fa dal gruppo di minoranza in consiglio con un dossier fotografico.
Incuria. Il degrado è evidente fin da subito; quando - dopo aver parcheggiato l'auto - ci si dirige verso il chiostro dove ha sede l'Artimbanco. A tratti, soprattutto vicino alla recinzione, l'erba arriva alle ginocchia. Il muretto è franato e coperto da una rete verde che tiene insieme le parti malandate. Abbandonate nella vegetazione, sul lato ovest, le sedie e le impalcature che costituiranno il palco per i concerti estivi. Torneranno a vivere entro poche settimane. I bagni, di fianco alle stanze dell'Artimbanco, sono in totale abbandono. Nella toilette degli uomini manca il water - sradicato e appoggiato al muro - lo schermo di un televisore è adagiato alle pareti. Nei servizi riservati alle donne si trova solo sporcizia: un cartone, usato come cestino, raccoglie quel che resta dei rotoli di carta igienica. Dalla sede dell'Artimbanco cade l'intonaco. Sul lato nord, accanto al cancello in legno, il quadro elettrico della villa è attraversato da una crepa enorme. Ci passa una mano.
Ristorante. Un fila di bottiglie vuote di vino adagiate su una cornice di legno; c'è il meglio della produzione locale. È il solo ricordo dei passati momenti di vita nella struttura, insieme ai tappi di sughero per terra. Tutto è chiuso non c'è ombra di camerieri o cuochi.
Punto turistico. Sprangato alle porte della stagione turistica proprio come un anno fa. Era la sede dell'Adac, l'Automobil club tedesco, il secondo ufficio turistico dopo quello di Milano. Serviva a promuovere i prodotti locali davanti ai turisti in cerca di informazioni. I villeggianti stranieri dovranno rimanere con i loro dubbi su cosa ha da offrire il nostro territorio.
Discarica alla Magona. C'è un altro luogo che non se la passa poi tanto bene. È il tratto di strada tra via Curtatone e via della Magona. Da giorni sono spuntate due discariche abusive. C'è l'imbarazzo della scelta: prima gli elettrodomestici, ora i sanitari. Nella zona a intervalli più o meno regolari compaiono rifiuti. Poi arriva la segnalazione, lo sporco viene rimosso e puntualmente ritorna. Qualche mese fa mentre si passava con l'auto si potevano notare tv, frigoriferi e lavatrici (poi rimosse). Questa volta per abbandonare il materiale sono state scelte le piazzole lungo via Curtatone: la prima proprio all'imbocco che porta al laghetto di Magona (arrivando dalla variante, lato destro), la seconda si trova qualche decina di metri più avanti sulla sinistra.
Incuria. Il degrado è evidente fin da subito; quando - dopo aver parcheggiato l'auto - ci si dirige verso il chiostro dove ha sede l'Artimbanco. A tratti, soprattutto vicino alla recinzione, l'erba arriva alle ginocchia. Il muretto è franato e coperto da una rete verde che tiene insieme le parti malandate. Abbandonate nella vegetazione, sul lato ovest, le sedie e le impalcature che costituiranno il palco per i concerti estivi. Torneranno a vivere entro poche settimane. I bagni, di fianco alle stanze dell'Artimbanco, sono in totale abbandono. Nella toilette degli uomini manca il water - sradicato e appoggiato al muro - lo schermo di un televisore è adagiato alle pareti. Nei servizi riservati alle donne si trova solo sporcizia: un cartone, usato come cestino, raccoglie quel che resta dei rotoli di carta igienica. Dalla sede dell'Artimbanco cade l'intonaco. Sul lato nord, accanto al cancello in legno, il quadro elettrico della villa è attraversato da una crepa enorme. Ci passa una mano.
Ristorante. Un fila di bottiglie vuote di vino adagiate su una cornice di legno; c'è il meglio della produzione locale. È il solo ricordo dei passati momenti di vita nella struttura, insieme ai tappi di sughero per terra. Tutto è chiuso non c'è ombra di camerieri o cuochi.
Punto turistico. Sprangato alle porte della stagione turistica proprio come un anno fa. Era la sede dell'Adac, l'Automobil club tedesco, il secondo ufficio turistico dopo quello di Milano. Serviva a promuovere i prodotti locali davanti ai turisti in cerca di informazioni. I villeggianti stranieri dovranno rimanere con i loro dubbi su cosa ha da offrire il nostro territorio.
Discarica alla Magona. C'è un altro luogo che non se la passa poi tanto bene. È il tratto di strada tra via Curtatone e via della Magona. Da giorni sono spuntate due discariche abusive. C'è l'imbarazzo della scelta: prima gli elettrodomestici, ora i sanitari. Nella zona a intervalli più o meno regolari compaiono rifiuti. Poi arriva la segnalazione, lo sporco viene rimosso e puntualmente ritorna. Qualche mese fa mentre si passava con l'auto si potevano notare tv, frigoriferi e lavatrici (poi rimosse). Questa volta per abbandonare il materiale sono state scelte le piazzole lungo via Curtatone: la prima proprio all'imbocco che porta al laghetto di Magona (arrivando dalla variante, lato destro), la seconda si trova qualche decina di metri più avanti sulla sinistra.
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